Covid e Dèmoni

Giugno 1, 2020

di Domenico Casale

Il coronavirus è stato definito un mostro, una punizione divina, il diavolo. Ma chi sono i dèmoni, queste entità presenti sia nelle religioni che nelle credenze popolari?

In area mesopotamica i dèmoni erano i responsabili dei mali degli uomini; in particolare delle malattie: c’era il dèmone della febbre, quello della cefalea, della cecità, della difterite e così via; il più temuto di tutti era Nergal, il dio della pestilenza.

Pazuzu invece era un dèmone parimente temuto e venerato per la sua ambiguità: era uno spirito malvagio, eppure protettore contro altri spiriti malvagi; se la sua compagna Lamashtu faceva interrompere le gravidanze, le donne gravide lo invocavano, perché intercedesse con i suoi buoni uffici.

Veniva rappresentato con il corpo ricoperto di scaglie, testa d’uomo con corna taurine, muso di leone o di cane, piedi di uccello rapace, zampe di leone per mani, coda di scorpione e pene eretto avente testa di serpente; e, come tutti i dèmoni, aveva le ali.

Nella tradizione ebraica il dèmone per eccellenza era Azazel, responsabile di ogni male ed era un dio, come sta ad indicare il suffisso «el»; la sua sede era il deserto.

Un capro ciascuno veniva offerto ad Azazel ed al Signore: i due capri venivano portati nel santuario e sorteggiati: quello per il Signore veniva subito sgozzato in sacrificio; l’altro veniva caricato di tutti i mali individuali e collettivi della comunità e poi spinto con clamore verso il deserto, per Azazel.

Nella tradizione cristiana responsabile del male è Satana. Nella cultura ebraica il nome proprio Satana è tardivo, in quanto esisteva solo come nome comune, satàn, che significava accusatore; ed infatti nel prologo del Libro di Giobbe lo troviamo seduto a tavola con il Signore e con tutti gli altri figli di Dio. Presso il tribunale divino rappresentava l’accusa e successivamente divenne anche l’angelo della punizione. Soltanto negli ultimi secoli che precedettero l’era cristiana divenne l’antagonista del Signore.

L’ebraico satàn, divenne diábolos, diavolo in latino, attraverso un passaggio in greco, ove diabállein, contraddire, accusare, tradusse l’ebraico satàn.

Lucifero, dipinto di Giotto

Poi Satana divenne Lucifero: in latino Lucifero significa portatore di luce ed era il nome della «stella del mattino», il pianeta, che a sera prende il nome di Venere.

In che modo si giunse a identificare Satana con Lucifero? Furono i Padri della Chiesa i responsabili: Portatore di luce era l’appellativo con cui i Babilonesi si rivolgevano al loro re.

Isaia con sarcasmo ricorse al medesimo appellativo e scrisse, rivolto al re babilonese: Come mai sei caduto dal cielo, iniquo figlio dell’aurora? La saldatura tra l’Iniquo e la stella del mattino fece sì che nella Volgata (la versione latina della Bibbia) Satana venne tradotto con Lucifero.

Per concludere, Satana venne rappresentato con l’aspetto del dio Pan: testa e porzione inferiore di capro e per il resto umano; gli fu messo in mano il tridente di Poseidone o di Shiva e divenne rosso come Anubi il dio dell’oltretomba egiziano con la sua schiera di démoni rossi descritti nel Libro dei Morti.

Domenico Casale, cardiochirurgo di professione e contadino per passione, esperto di mitologia e testi sacri multiculturali, scrittore