Erasmo da Rotterdam… e l’elogio della follia

Giugno 1, 2020

di Paola Somma

Tutto è sospeso, surreale, immerso nel silenzio. Abbiamo dovuto modificare le nostre abitudini, non si esce, si lavora in smart working, da casa si fa la spesa e si studia.

Niente visite, niente passeggiate…Si vive segregati. Fortunato chi ha un balcone. Distanziamento per sopravvivere… Fortunatissimo chi ha il terrazzo, oppure il giardino.

Più che mai fortunato chi lavora, chi ancora non piange la fame.

Ogni piccolo, insignificante nucleo vivente, è circondato, insidiato dal Virus, il nemico che fa ammalare e morire, senza una cura mirata, una difesa, un vaccino.

Scenario apocalittico per i catastrofici, salvifico per i religiosi, stimolante per gli Indiana Jones della medicina.

Noi, piccoli uomini, strapazzati in un tunnel di paure, di notizie, di incongruenti soluzioni…in attesa.

In logorante attesa della cura e della ritrovata libertà. Mi viene in mente un gesto, il ripetuto e costante atto del lavarsi le mani. Far scorrere l’acqua e il sapone a lungo, tra i palmi e le dita, e gettare nel lavandino assieme ai germi i pensieri e voler cancellare i peccati ed ogni vizio. E mi domando se queste azioni ci rendono davvero più sicuri, se ci crediamo più saggi…o più folli. Erasmo Da Rotterdam, pensatore innamorato della forza del pensiero dell’uomo, della sua humanitas, ha elogiato in gran misura la Follia.

Ella, la figlia di Plutone, dio della ricchezza, e della Ninfa Neotete, dea della giovinezza, è la suprema divinità che colora la vita di tutti i suoi piaceri, produce accettazione di sé e forza nell’affrontare le insidie.

Come potrebbe l’uomo accettare il capestro del matrimonio e la donna la difficoltà del parto, senza la Follia?

Cosa rende tanto amabili i bambini nelle loro smodate fantasie, se non la mancanza di senno? La Follia stessa guida gli anziani nelle loro marachelle contro la morte

Chi, se non la Follia, allieta le feste? Insomma, la Follia rende sopportabile la vita, la povertà, la malattia, le liti, le frodi.

La sapienza e la scienza rendono l’uomo infelice, ne svelano il destino, mentre la Follia lo vela di spensieratezza, di beata ignoranza.

Quindi, ben vengano le videochiamate dei fidanzati che si travestono da cagnolini, del prestigiatore che fa i giochi con le carte e il trainer che insegna aerobica sui balconi.

Ben vengano atti di gentilezza e creatività privi di senso. Ben vengano le stupidità e i sorrisi che rinforzano il sistema immunitario e ci fanno bene, e ci ricordano che al di là di ogni cosa, la vita è bella, e va vissuta. Vi invito dunque al sorriso, e con un folle e forte abbraccio vi saluto.

Paola Somma, vicequestore Polizia di Stato, scrittrice