Quarantena e nuovi stili di vita nei millenial

Giugno 1, 2020

di Carlo Negri

L’impatto del contenimento sui giovani

La pandemia ci ha costretto a forti restrizioni nello stile di vita e nei comportamenti quotidiani. Se è stato difficile per noi adulti, lo stravolgimento delle abitudini e dei rapporti sociali ha avuto un impatto significativo nei teenagers, che hanno dovuto rinunciare alla loro libertà drasticamente: scuola, università, sport, amicizie e relazioni sentimentali hanno subito un’improvvisa interruzione, sia nella rigida Fase 1 di marzo e aprile, che nella più morbida Fase 2 cominciata a metà maggio.

Partite di calcetto, cinema, aperitivi ai baretti, panini nei pub, feste, serate in discoteca. Tutto ciò che era normale, è scomparso. E la ripresa di queste attività ludiche, formative per adolescenti e teenagers, nel delicato processo di relazioni sociali, appare ancora lontano da venire.

Come ha reagito la comunità dei giovani all’isolamento e al distanziamento sociale? Quali strumenti telematici hanno usato per continuare i rapporti fra loro?

Lo abbiamo chiesto a Domenico, neomaggiorenne, e a Claudio, che ha compiuto 16 anni lo scorso 24 maggio.

Domenico, 18 anni, V liceo scientifico Elio Vittorini, Napoli

Da poco hai compiuto 18 anni. Come hai festeggiato il compleanno durante l’isolamento?

Avrei preferito festeggiare in un altro modo, organizzando una festa con tante persone, ma non mi lamento. I miei amici hanno lanciato una videochiamata per aspettare la mezzanotte, con tanto di dress code e champagne.

Sono comunque contento, avendo ricevuto tantissimi auguri, sui social e non, da tutti i miei cari e le persone che conosco. Ciò mi ha permesso, per un po’ di tempo, di dimenticarmi dell’isolamento.

Quest’anno hai l’esame di maturità, che si svolgerà in una modalità diversa. Come hai affrontato lo studio e la preparazione necessaria per conseguire il diploma?

Sto studiando principalmente per cultura personale, soprattutto gli argomenti che particolarmente mi interessano. Sono certo di non essere bocciato, e ciò mi permette di affrontare con maggiore calma la situazione, senza soffermarmi troppo su quelli che prima reputavo dei giudizi non opportuni, dati non in base all’impegno e alle competenze. Ciò mi ha permesso anche di svolgere approfondimenti su argomenti che mi hanno toccato più di altri. Fatto sta che, potendo scegliere, preferirei svolgere l’esame normale, poiché lo reputo comunque un’esperienza utile, che tutti hanno affrontato.

E le tue relazioni sociali con i coetanei come sono state gestite, considerata l’impossibilità di vedersi?

Sono riuscito a mantenere, bene o male, tutti i miei rapporti sociali. Per fortuna, cellulare e social mi hanno permesso di restare in contatto tutti i giorni, anche per molte ore. Non mi sono impegnato per fare ciò, il tutto è venuto da sé, essendoci un interesse reciproco da parte mia e delle persone che conosco.

Claudio, 16 anni, III liceo scientifico Elio Vittorini, Napoli

Come hai reagito quando hai saputo che non era più possibile uscire di casa?

Inizialmente l’ho presa alla leggera; era una semplice occasione per saltare qualche giorno di scuola e vedermi liberamente con gli amici.

In seguito mi sono reso conto di ciò che stava davvero succedendo, e che non avevo guadagnato alcun tipo di libertà, bensì ne avevo perse di parecchie, tra le quali fare un giro con gli amici, andare in palestra o anche, per assurdo, l’andare a scuola. Solo allora ho incominciato ad avvertire i primi sintomi di quella che sarebbe stata una lunga reclusione.

Come hai organizzato le tue giornate?

Essendo sparite tutte le solite abitudini, che mi permettevano, seppur inconsciamente, di avere una consapevolezza del passare del tempo e di un’organizzazione più precisa delle mie giornate, mi sono imposto un po’di autodisciplina, che non sempre ha funzionato, dandomi regole precise che mi permettessero di tirare avanti cosciente di ciò che stavo facendo e di come lo stessi facendo.

E i rapporti sociali? Come li hai gestiti?

Seppure in modo limitato, sono stato capace di preservare e continuare a coltivare ogni rapporto sociale preesistente alla quarantena.

Non includo in questo le relazioni con i compagni di scuola che hanno dovuto, per forza di cose, essere portati avanti, in virtù delle lezioni che ogni giorno abbiamo continuato a frequentare insieme online, con i conseguenti obblighi di studio ai quali si è fatto fronte unitamente.

Ogni sera, ho trascorso diverse ore in chiamata o videochiamata con i miei amici più stretti, in modo da non privarci di quei momenti insieme che avevamo, prima della Fase 1, con la stessa frequenza.

Cosa sei riuscito a condividere con i tuoi amici e con le persone a te care?

Sfortunatamente, in questo periodo di quarantena, poche cose. Come già detto, ci siamo dovuti limitare alle telefonate, alle videochat, ai messaggi per chiedere come andassero le cose e, più in generale, ciò che i mezzi di comunicazione ci hanno concesso.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza? Cosa porterai con te?

La consapevolezza più grande che porterò con me di questo periodo sarà probabilmente il fatto che nulla è scontato. Anche le cose più semplici sono costantemente in bilico, come un caffè al bar o fare un giro per strada. Pensandoci, in effetti, basta questo per essere felici; vedere un amico o un parente o uscire all’aria aperta, cose che non avremmo mai immaginato ci venissero tolte per quanto scontate, ma senza le quali, poi, è impossibile vivere.