LUI, LEI, IL CANCRO. LA RELAZIONE “A TRE” CHE CAMBIA LA COPPIA

Luglio 1, 2020

di Raffaella Manzo

La reazione che una diagnosi di cancro può suscitare non è prevedibile, e dipende in gran parte dal significato che il coniuge tende ad attribuire alla malattia. Molteplici sono le modalità attraverso cui le coppie vivono e affrontano il tumore. Diversi studi evidenziano come i partner dei pazienti oncologici sperimentino spesso reazioni simili alle loro di fronte alla diagnosi, tra cui shock, ansia, depressione, paura, incertezza e diniego. Subito dopo la diagnosi, si stima che il 25-30% dei coniugi riporti disturbi dell’umore, psicosomatici, dell’adattamento, del sonno e incapacità a concentrarsi. A un anno dalla diagnosi, sono stati riscontrati elevati livelli di distress. Il quadro generale migliora con un decorso favorevole della malattia. Il buon adattamento coniugale è determinato da fattori legati a patologia e trattamento (stadio precoce, buona diagnosi, risposta favorevole alle terapie). Numerose indagini evidenziano come le donne riportino un miglior adattamento emotivo dopo la diagnosi di cancro, se il coniuge è percepito come supportivo. Inoltre, è ampiamente dimostrato che la soddisfazione derivante dalla percezione di un adeguato supporto emotivo da parte del coniuge (inteso come manifestazione di sentimenti, emozioni, empatia e comprensione) è correlata a una riduzione della depressione e a una miglior qualità di vita. Pur di non caricare il compagno di problemi che teme non sia in grado di sostenere, a volte la donna si chiude, ma atteggiamenti in apparenza distaccati o insensibili spesso nascondono solo disagi, preoccupazioni, paure e difficoltà ad accettare il momento, e il partner non sempre è in grado d’intuire cosa sta accadendo. È invece importante renderlo partecipe, secondo i propri tempi e modi, senza paura né imbarazzo.

Come posso stare vicino a mia moglie nel modo giusto?

Non ci sono ricette su come stare accanto alla partner malata. Non bisogna però cambiare abitudini drasticamente, cercando di essere d’improvviso iperpremurosi. Occorre agire in modo maturo, cercando di essere di supporto rispettando tempi, modi ed emozioni della propria partner.

Sessualità e cancro al seno: recuperare l’intimità di coppia

Sentite e ricorrenti tra le donne colpite da cancro al seno sono le questioni relative ad argomenti come l’accettazione della propria immagine corporea, l’intimità di coppia e la sessualità. Dall’esperienza clinica, e come dimostrato da diversi studi, dopo la diagnosi e durante i trattamenti terapeutici capita a quasi tutte le pazienti di perdere momentaneamente interesse per il sesso e l’intimità. È del tutto normale che la donna concentri tutte le risorse al superamento della malattia, relegando in secondo piano aspetti che prima avevano un ruolo significativo, tra cui la sessualità. I trattamenti oncologici possono indurre diversi effetti collaterali (menopausa anticipata, infertilità, secchezza vaginale, dolore durante i rapporti sessuali, riduzione del desiderio). Ciò contribuisce ad aumentare le preoccupazioni per una donna che, prima della diagnosi di cancro, era soddisfatta della propria immagine corporea e dei rapporti sessuali con il partner. Perdita o diminuzione del desiderio sono strettamente correlate con le conseguenze psicologiche di malattia e trattamenti. Le cause, oltre che di natura psicologica (ansia, depressione, dolore, difficoltà di comunicazione, diversa percezione del corpo, compromissione dell’identità femminile, perdita della desiderabilità), possono essere dovute agli effetti diretti sull’attività gonadica e sull’equilibrio ormonale, e a quelli indiretti (astenia, apatia, nausea, vomito, disturbi del sonno e dell’appetito) del trattamento, che interferiscono con la libido. Tutti hanno ripercussioni sul desiderio sessuale. Serve sottolineare che questi disagi nella vita intima sono per lo più temporanei, non riguardano tutte le donne e sono affrontati in modo diverso da donna a donna. La libido inoltre risente dell’importanza che la coppia attribuisce alla sessualità, della qualità della relazione di coppia e dell’intesa sessuale tra i due partner prima della malattia.

Per affrontare il momento critico e riscoprire gradualmente l’intimità, è importante condividere le difficoltà, le insicurezze e i vissuti con il partner. Riprendere la sessualità prima possibile: non esistono tempi imposti da rispettare, a parte quelli legati all’intervento chirurgico. E non è detto che il sesso corrisponda solo al tradizionale rapporto completo: è possibile ricostruire insieme un nuovo tipo d’intimità partendo soprattutto dalla parte affettiva (preliminari, baci, carezze). È fondamentale che la donna si senta desiderata e che il partner non si senta escluso ma vicino. Per migliorare le alterazioni del comportamento sessuale indotte dai trattamenti in atto, si può anche chiedere al medico se esistono rimedi e terapie di supporto.

TI LASCIO PERCHÉ SEI MALATA. A PENSARCI… TI LASCIO IO!

La diagnosi di cancro al seno determina un forte impatto emozionale non solo sulla donna ma anche sul partner, fino a rappresentare per alcuni un evento di crisi che mette in discussione la relazione stessa. Questo potrebbe manifestarsi nelle coppie in cui esistono già prima della malattia dei problemi di confronto, comunicazione, espressione e condivisione delle emozioni. Il cancro rappresenta la causa scatenante di problemi di coppia preesistenti etrascurati da anni.

Uno studio condotto negli USA e pubblicato sulla rivista Cancer evidenzia che le probabilità di separazione o divorzio aumentano di ben sette volte nel caso in cui sia la moglie ad ammalarsi. Spesso il marito abbandona la partner dopo esserle stata accanto durante il periodo di cura (intervento chirurgico, chemio e radioterapia, visite mediche). Le difficoltà arrivano dopo, nel follow-up, quando si torna a casa, alla quotidianità, all’intimità…

Altre coppie invece possono scoprire una nuova intimità e provare un sentimento più profondo nei confronti del partner, in quanto hanno già affrontato insieme una dura prova: la malattia.

Può anche accadere che a fare le valigie sia lei. Come emerge da alcuni studi, una donna su quattro lascia il marito. Questo perché sconfiggere il cancro dopo mesi di sofferenza e angoscia rende la donna più forte e consapevole delle proprie capacità, e le fa ritrovare entusiasmo, voglia di vivere e di ripartire da zero.

Al fine di migliorare la gestione di una situazione di per sé complessa, è fondamentale che entrambe le parti comunichino chiaramente pensieri e bisogni. Per favorire la ripresa sessuale e valutare un percorso mirato a incoraggiare la coppia affrontando le paure, a ritrovare un’intimità affettiva prima di quella sessuale, a parlare apertamente della sessualità e dei cambiamenti determinati dalla malattia, a comprendere i reciproci bisogni e a sperimentare modi alternativi per raggiungere il piacere sessuale e per prevenire dolorosi conflitti di coppia, distacchi e separazioni, può essere utile rivolgersi fin dalla diagnosi a uno psiconcologo, consultando l’elenco di quelli certificati dalla Società Italiana di PsicoOncologia sul sito www.siponazionale.it.

La consulenza di coppia ha lo scopo di attivare le risorse interne per gestire le difficoltà e ricostruire un nuovo equilibrio nella relazione. La consulenza sessuologica invece è una relazione d’aiuto rivolta al singolo o alla coppia. Tale intervento ha come obiettivo quello di offrire sostegno a chi si trova ad affrontare delle difficoltà, facilitando le scelte e accompagnando la persona o la coppia verso la risoluzione del problema.

Raffaella Manzo, Psicologa-psicoterapeuta, psiconcologa A.O. dei Colli, Ospedale Monaldi