RAFFAELLO, IL PRINCIPE FELICE, E LE DONNE

Agosto 1, 2020

di Paola Somma

Un giovane di rara bellezza, grande fascino, arguto ingegno, elegante e agiato, rispettato dagli uomini del suo tempo, ricercato da nobili e papi, follemente amato dalle donne… un privilegiato, un Principe felice, famoso nelle grandi Capitali dei regni che si contendono le sue opere…

A cinquecento anni dalla sua morte, quando il mondo attendeva con ansia l’eccezionale reunion delle sue opere più famose nelle sale delle Scuderie del Quirinale a Roma, la città che più di ogni altra lo ha celebrato, non si può non onorare Raffaello Sanzio l’Urbinate, il Principe felice.

Felice, in quanto ha avuto un’infanzia anomala per il suo tempo, non solo perché nato in una famiglia benestante, ma soprattutto perché ha ricevuto dai genitori amorevoli attenzioni.

Il padre, Giovanni Santi, gli ha trasmesso la passione e la capacità di tenere con maestria il pennello sulla tela, guidandolo all’arte della sua bottega.

Ma è con le donne che Raffaello instaura un rapporto speciale, un legame profondo e appagante, fatto di teneri gesti e non di virile possesso.

Madonna della seggiola

Il fanciullo, diversamente dai rampolli della media borghesia italiana, non viene affidato alla balia, è allattato da sua madre, tenuto teneramente in braccio e portato al seno da Maria di Battista, donna colta che mentre allatta legge e recita le preghiere. Ecco da dove prende vita l’espressione di purezza, di tenerezza infinita, celestiale e ultraterrena, che s’incarna in ogni viso, in ogni abbraccio, nella Madonna del Cardellino, in quella del Belvedere, della Seggiola, del Pesce, un tempo in San Domenico Maggiore a Napoli e ora al Prado. Tutte madri felici con bambini sgambettanti e gioiosi, immagini di una santità così cristallina da divenire eterna, classica, immutabile.

Dovrà trascorrere un secolo perché Caravaggio raffiguri le sue Madonne come semplici popolane.

In tutto il Rinascimento trionfa la Madonna sontuosa, viva, illuminata e sagace di Raffaello, nobile esempio di maternità.

Eppure Raffaello, il più ricercato in Vaticano sino all’arrivo del Buonarroti, è tutt’altro che santo: ama le donne, non sa rinunciare alla passione, rifiuta il matrimonio, non resiste alle tentazioni del talamo, finché non lo vince l’amore per la figlia del fornaio, Margherita Luti, che ama per tutta la vita di una passione violenta e morbosa, fino ad arrivare alla nevrosi. E a causa degli stravizi del sesso, a soli 37 anni il ragazzo felice che aveva il mondo ai suoi piedi si ammalò di violenti febbri, forse dovute alla sifilide. Il 6 aprile 1520, nel giorno della sua stessa nascita, spirò, lasciando Roma attonita nel dolore e nel rimpianto del raffinato genio che aveva ricevuto il compito di ricostruirne l’antica grandezza. Tutti ne piansero l’ingegno, quell’ingegno che ne fece il maestro della divina proporzione. Ma non ricordiamo solo le magnifiche Madonne, espressione del suo manierismo. A questo giovane prodigio si devono anche tante raffigurazioni di donne, come la Muta, la Gravida, la Velata, la Fornarina, che manifestano carattere, intelligenza e un’enorme sensualità. Sono le prime donne moderne del mondo occidentale: istruite, consapevoli, ribelli, prorompenti.

Dunque, vive intensamente e muore giovane, Raffaello… dopo aver stupito il mondo con più di 200 opere, e per sempre ricordato. E ora Roma ne celebra la grandezza alle Scuderie del Quirinale. In questo stesso periodo, un’altra singolare mostra viene allestita a Firenze, al Palazzo Medici Riccardi, per ricordare un altro giovane bellissimo, dal fascino maledetto, inquieto e autolesionista, che morì suicida a soli 27 anni, dopo essersi annullato nella droga. Questo giovane eternamente ribelle è Kurt Cobain, il leader dei Nirvana, gruppo metal degli anni Novanta, che ha rivoluzionato la storia del rock. Biondo, efebico, dagli occhi smarriti e dai mille conflitti irrisolti, eternamente innamorato di Courtney Love, altro idolo delle folle che spegne la sua vita tra gli eccessi a cui non ha saputo, o voluto, opporsi…

Paola Somma, vicequestore Polizia di Stato, scrittrice