SONO SOLO UN BAMBINO…

Novembre 1, 2020

di Paola Somma

Sono solo un bambino,

ma sono stato il tuo più grande mistero, mamma.

Quando mi tenevi nella pancia

e non sapevi come fossi,

eppure mi attendevi con ansia

e avevi paura di farmi male.

Stavi attenta a non stancarti, mangiavi sano e prendevi le vitamine

così tuo figlio sarebbe nato sano e forte e l’avresti presentato a tutti…

E ora sono nato, mamma, e sono cresciuto con te…

Come prima, quando prendevo il tuo nutrimento e le tue emozioni,

un mistero per te, un essere che ti cresceva dentro, che viveva senza apparire, silenzioso, nascosto.

Ora sono qui, mamma, e non sono in silenzio,

sono vivo, sono solo un bambino che ha voglia di vita.

La mia parola è il gioco,

tocco e rompo tutto, perché è il mio modo di comprendere il mondo

e urlo, e faccio rumore, per esprimere tutta la meraviglia e la gioia che ho e che voglio condividere con te, mamma, come quando ero nella tua pancia…

Perché ora non mi ascolti?

Perché mi respingi?

Perché non giochi con me?

Sei sempre triste, mamma…

Non esserlo più, perché crescerò e capirò,

ma ora sono solo un bambino,

e ho paura del vuoto, ho paura del buio…

Non stringere, mamma! Mi fai male, mi manca il respiro…

Sono solo un bambino….

Per il piccolo Gioele, figlio di Viviana.

Per Samuele, figlio di Annamaria Franzoni.

Per Loris, figlio di Veronica.

Per Giuseppe, massacrato di botte a Cardito, dal compagno della mamma.

Per le gemelline romane gettate nel Tevere dalla mamma.

Per i due fratellini di Aosta uccisi con un’iniezione dalla mamma.

Per Andrea, ucciso a Torino dal papà.

Per le cinquecento vittime degli infanticidi consumati tra le mura domestiche dal 2000 a oggi.

Perché chi sa, parli. Perché sono solo bambini, e vanno protetti.

Paola Somma, vicequestore Polizia di Stato, scrittrice