Gli effetti collaterali delle spalle di un Gigante.

Febbraio 7, 2021 by rubrica: Effetti collaterali

Isaac Newton attribuiva alle granitiche spalle dei suoi Giganti il grande merito di avergli permesso uno sguardo più lungimirante di altri, sui fatti della vita. Perché avere dei Giganti, degli esempi, delle presenze ispiratrici, diventa un motore fondamentale e necessario, per creare dimensioni utili alla società e al singolo, in particolare in quei casi nei quali l’individuo viene defraudato della sua porzione di serenità, equilibrio, salute.

Sopperire attraverso la proposizione di nuove armonie utilizzando le risorse a disposizione, o inventandone di diverse, diventa quindi l’unica speranza di riappropriarsi della propria dimensione, arricchendola anziché lasciarla soggiacere al dolore fisico e al dispiacere. È successo a molti, ma non a tutti con uguale successo sia in termini di risultati e partecipazione che di agglomerazione di risorse ed emotività condivisa.

Un caso particolarmente felice riguarda tutti quegli esperimenti di Medicina Narrativa che consentono a pazienti e caregiver di estendere la loro esperienza di malattia e Cura attraverso il racconto, la parola, la testimonianza diretta e raccontata.

Fusione perfetta delle conseguenze di un dolore e della presenza di un Gigante è il Premio di Nefrologia Narrativa Quirino Maggiore, impensabile senza l’energia costruttiva della rassicurante Francesca Monzecchi e del dottor Marco Lombardi, che del Professor Quirino Maggiore è fiero erede e prosecutore. L’iniziativa nasce nel 2017, dalla forte volontà del dottor Lombardi, in risposta alla dolorosa perdita di quello che viene definito un Maestro sotto diversi profili: il Professor Quirino Maggiore, nefrologo e uomo di grande spessore umano e culturale.

Il Concorso, alla sua terza edizione in questo 2021, accoglie opere testimoniali concretate attraverso composizioni di Narrativa, Poesia e Fotografia, ed è destinato a pazienti, familiari, caregiver e operatori sanitari coinvolti in esperienze di Nefrologia, Dialisi e Trapianto.

L’assunto del dottor Lombardi è che la medicina narrativa, in qualsiasi forma la si esplichi, quindi anche attraverso un racconto, una poesia, una fotografia, è foriera di buone cose sia per chi la dona che per chi la riceve, fa bene ai pazienti, ai loro cari e ai medici, infermieri, ed è con questo convincimento che – non senza affanni organizzativi e pratici, ma anche grazie a preziose collaborazioni e vicinanze – la squadra del dottor Lombardi, dell’instancabile compagna Francesca Monzecchi e di tutta l’Associazione Santa Maria Annunziata – Diritto alla Salute e Territorio Onlus(SMA Onlus), hanno proseguito i lavori, a dispetto dell’incedere inarrestabile e spietato del Covid-19, che ha impedito di riunirsi ancora una volta a Firenze, nell’elegante cornice della Sala d’Arme di Palazzo Vecchio.

Il Premio dunque si ripropone in una sperimentale versione digitale, nell’ostinata convinzione che gli attori che orbitano nel contesto della nefrologia debbano ritrovare ancora una volta la loro voce e l’amplificatore delle loro storie.

Difficile quantizzare impegno, tempo e dedizione che hanno animato Francesca, Marco e l’intera squadra SMA Onlus (associazione nata peraltro dall’incrocio di vite nello stesso reparto e nel medesimo ospedale privilegiato dall’ultimo agire del Prof. Maggiore).

Facile è invece intercettare le molte braccia, concrete e ideali, che hanno contribuito a finalizzare un risultato commovente e speciale. Mani e menti, ma soprattutto cuori, di professionisti (come la poetessa Ida Cecchi, il poeta Leonardo Mari, la sociologa Stefania Polvani), di realtà consolidate (lo Studio A&C Comunicazione, nella persona di Sonia Ciaranfi), di presenze imprescindibili (come quelle di Paolo Malasoma, tecnico del Suono e dell’Immagine, e di Marco Toccafondi, presentatore ufficiale della manifestazione), e non da ultime di realtà associative patrocinanti (ANED, AIRP, SIAN, SIN e SIMeN) e dei preziosi sponsor, senza il cui tangibile contributo molte spese sarebbero state assai più gravose.  

Tra i molti significativi episodi che Marco Lombardi conserva nella memoria del cuore c’è la menzione speciale a un giovanissimo trapianto di fegato e reni, che sulle note della canzone Ho conosciuto il dolore di Roberto Vecchioni è riuscito a spiegare le varie declinazioni della malattia a chiunque abbia visto il suo videoracconto, aprendo uno squarcio generoso sulla percezione del dolore di un malato. L’opera ha emozionato tutta la platea, compresi quei curanti ormai avvezzi alla sofferenza, e lo stesso cantautore, che ha omaggiato l’autore del video con un saluto in video.

L’auspicio è che ci si possa ritrovare presto a Firenze per reificare e trasmettere l’esperienza di Cura che coltiva questi aspetti salvifici dell’approccio alla malattia.

Nel mentre, non ci resta che raccontare!

Per partecipare al Concorso Nazionale Quirino Maggiore di Narrativa, Poesia e Fotografia in Nefrologia, Dialisi e Trapianto c’è tempo fino al 31 maggio 2021. L’adesione è gratuita, il bando di quest’anno è dedicato a ogni persona in Cura.

Il Professor Quirino Maggiore è stato un Gigante per Marco Lombardi. Francesca e Marco a loro volta lo sono per molti di quelli che sperimentano la gioia dell’incontro con i loro occhi buoni. Così come molti partecipanti al Premio, che con la loro testimonianza hanno offerto sollievo e conforto a sconosciuti feriti dallo stesso dolore e dallo stesso bisogno di raccontarlo. Perché per essere Giganti come intendeva Newton, in fondo, non serve altro che la bontà di caricarsi sulle spalle lo sguardo ferito di qualcuno, per consentirgli di guardare oltre il temporaneo limite della malattia e del dolore. Verso un altrove di Cura.   

Celeste Napolitano, lavora a diverse intensità negli ambiti dell’Editoria e della Comunicazione, vive di parole, e in lei alberga una zebra congenita che le ruggisce dentro

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