Ristorazione: i trends del 2021.

Marzo 1, 2021 by rubrica: Corpore sano

L’unico modo per andare avanti è lasciarsi alle spalle qualcosa. A poco più di due mesi dall’anno appena trascorso, non credo sia facile dimenticare in fretta i momenti drammatici vissuti a causa del covid-19.

Ma, siamo pur sempre esseri resilienti e abbiamo il dovere di guardare avanti, ad un futuro più sereno e luminoso sotto tutti i punti di vista, sebbene l’avvio del duemilaventuno sembri voler proseguire sulla scia del duemilaventi.

Certo è che la fase dell’Andrà tutto bene l’abbiamo superata da un pezzo, ora dobbiamo Riprenerci la normalità costi quel che costi. Già, ma più che un ritorno al vecchio stile di vita, bisognerebbe virare ad una nuova normalità, mantenendo quei comportamenti individuali e sociali che il covid-19 ci ha costretto a rivedere. Una nuova normalità, quindi, anche per il settore del food and beverage, messo allo stremo dalle restrizioni governative degli ultimi dodici mesi e che ha completamente stravolto anche il modo di fare ristorazione.

Se, da un lato, il lockdown ha portato un aumento della produzione di cibo fatto in casa, dall’altro la domanda di cibo da asporto o da farsi consegnare a domicilio ha avuto una forte impennata.

Cosa ci aspetta ora nel nuovo anno? Come cambierà il nostro stile di vita? Il cibo sarà ancora un mezzo di socializzazione? Gli interrogativi sono tanti, tutto sta a capire quali siano i migliori trend da seguire.

L’anno scorso abbiamo vissuto per mesi barricati in casa con l’unica e non tanto magra consolazione del cibo. Ma, tra un chilo preso e l’altro, tra pizze, focacce, torte e fritti, rispolverando vecchi ricettari della nonna, ne abbiamo avuto un risvolto positivo.

Siamo passati dal modo di cucinare frenetico e veloce di cibi artefatti ad una cottura lenta, lunga ed accurata di cibi genuini. E ciò non solo è stato molto più appagante per il palato, ma in un certo modo anche terapeutico perché ci ha dato un senso di controllo.

Sarebbe il caso, nei prossimi mesi del 2021 continuare in questa direzione, tornando alle proprie radici, al fatto in casa, al cibo sano. E lo dobbiamo pretendere anche da chi il cibo ce lo cucina e ce lo somministra per mestiere.

Infatti, se proprio non riusciamo a ritagliarci del tempo per questo nuovo tipo di normalità, ricorriamo pure al takeaway e al delivery che tutte le aziende di ristorazione, piccole, medie o grandi che siano, farebbero meglio a potenziare e mantenere anche nel prossimo futuro. In piena pandemia consegnare piatti pronti direttamente al domicilio del consumatore o al più nelle sue mani al banco, non solo ha soddisfatto questo tipo di domanda, ma ha salvato molte attività commerciali che si reggevano sul consumo dei pasti al tavolo.

Quale sarà il nuovo trend in proposito? Torneremo a sederci al ristorante, anche se ora manteniamo ancora il distanziamento e ci sono pochi conviviali al tavolo, ma nei prossimi mesi non sarà raro imbattersi in menu e comande digitalizzati, messi a punto proprio per migliorare le misure di sicurezza ed igiene.

Cucina Touch screen, ma anche piatti più sani, light, vegan e non solo cibo cosiddetto di conforto. I chili accumulati durante la pandemia ci hanno fatto prendere coscienza che non possiamo nutrirci di soli hamburger, panini, insalate condite, pizze e patatine fritte, né dentro e né fuori casa.

Nel 2021 i professionisti del settore che offriranno opzioni di menu più sane, con prodotti dell’orto a Km 0 e biologici, preparati come lo fa la mamma a casa, avranno fatto una scelta di strategia vincente, anche tra i consumatori più giovani.

In questo anno il fast food cederà parte della sua egemonia allo slow food perché c’è più attenzione alla sicurezza e alla qualità del cibo, componente chiave per sentirsi bene e in forma.

Al tavolo, al banco, in DAD o in smart working, la preparazione del cibo sano non sarà un nostro tormento. Per noi lavoreranno team di professionisti del settore in grado di servirci un piatto salubre, che sia in mensa o al ristorante o direttamente a casa, sotto forma di veri e propri kit del benessere. E se questo virus, con le sue varianti non ci concederà l’agognata libertà di muoverci e viaggiare liberamente, c’è sempre lo staycation e il workation che, a quanto pare, regoleranno la maggior parte del mercato per i prossimi anni. 

Lo staycation, cioè di una sorta di gita fuori porta che potremmo fare nella nostra città o nei dintorni, ci darà la possibilità di un ritorno alle nostre radici, assaporando i prodotti tipici locali, riscoprendo le tradizioni culinarie e come si sostiene l’agricoltura nelle zone in cui si vive.

Il workation è il nuovo trend per chi al viaggio non rinuncia, ma stavolta può portare il lavoro con sé e disporre di tutte le comodità che in tempo di pandemia abbiamo potenziato.

Quanti nuovi termini anglosassoni in questo nuovo anno appena iniziato. A me piace tanto quello già noto e rispolverato dello slow food. Se ancora siete a casa e state lavorando o studiando da remoto, vi annoto una ricetta della famosa Rushina Munshaw Ghildiyal, una consulente alimentare che della cucina lunga ha fatto il suo pilastro. Si tratta del Barley Kheer con miele, dove vi occorrerà  ½  tazza di orzo perlato, 8 tazze di latte intero e ½ tazza di miele. L’orzo andrà lavato ed immerso in acqua per 3 o 4 ore e poi lo si farà cuocere a pressione fino a cottura completa, mentre il latte andrà bollito in una padella dal fondo spesso, fino a ridurlo ad 1/3 della sua quantità iniziale. Si aggiungerà l’orzo al latte fino a farlo addensare. Si farà raffreddare il tutto e si mescolerà al miele.

Mirella Gallo, Consulente in Nutrizione e Fitness, esperta in elaborazione di diete in condizioni fisiologiche e patologiche, personal trainer.

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