Prebiotici, probiotici e postbiotici

Giugno 1, 2021 by rubrica: Corpore sano

I mesi estivi rappresentano il periodo più agognato dell’anno, dove possiamo ritagliarci, finalmente, i nostri spazi da dedicare al divertimento e godere del ritrovato benessere psico-fisico.

Personalmente, quando si parla di benessere fisico, psico-fisico e di forma fisica penso sempre che il tutto sia legato, in primis, alla salute dell’intestino, perché un intestino sano, che fa bene il suo lavoro, ci permette di affrontare al meglio e in serenità il nostro quotidiano, anche in vacanza. Ed è proprio nei giorni dedicati al relax che dobbiamo pensare anche a rilassare il nostro intestino dalle fatiche dei mesi più freddi.

Abbiamo imparato i termini prebiotico e probiotico attraverso gli spot pubblicitari, le informazioni nutrizionali riportate sulle confezioni alimentari, i programmi in tv, on air e via web. Associamo questi nomi ai benefici dei nostri spuntini freschi e golosi a base di yogurt o di centrifugati, di bacche, di semi ecc.

Anche se per alcuni non è ancora chiara la differenza funzionale tra pro– e pre– biotico, tutti ormai abbiamo capito che queste due parole hanno a che fare con la regolarità e la salute del nostro sistema digestivo e con la sensazione di benessere in generale.

Per evitare confusione tra ciò che è un probiotico e ciò che fa un prebiotico è bene partire dalla base: il microbiota intestinale. Il nostro intestino è sterile alla nascita, ma viene ben presto colonizzato dai microbi, attraverso il latte materno e tutto ciò che viene in contatto con la bocca.

I colonizzatori del nostro intestino formano il microbiota, cioè quella popolazione di batteri intestinali che vivranno in simbiosi con noi per tutta la vita ed influenzeranno positivamente la nostra fisiologia ed il nostro metabolismo. Situazioni di stress, malattie, farmaci e una cattiva dieta, però, possono danneggiarli ed ucciderli.

Ecco perché è importante mangiare bene e sano e, soprattutto, fare in modo di ripopolare ciclicamente la flora batterica intestinale. E’ qui che entra in gioco la funzione dei prebiotici e probiotici. I primi sono il cibo dei batteri intestinali. Le fibre alimentari fermentescibili che si trovano in frutta, verdura e cereali integrali, una volta ingerite, arrivano fino all’intestino crasso, dove i batteri le degradano, trasformandole in prodotti utili per il nostro organismo, come ad esempio gli acidi grassi a catena corta, le batteriocine, le sostanze carboniche, ecc.

I probiotici, invece, sono i microbi intestinali stessi, cioè coloro che ripopolano l’intestino, rafforzandolo nella difesa contro le infezioni. Quando consumiamo latticini fermentati come yogurt o prodotti a base di kefir e formaggi stagionati oppure i crauti, il miso e il tempeh, non facciamo altro che fornire al nostro intestino batteri vivi, benefici per la sua salute e la sua regolare funzionalità.

Ricapitolando, si può dire che i prebiotici sono il carburante per i probiotici che sono i veri ed infaticabili minuscoli lavoratori che popolano il nostro intestino, ma non sottovalutiamo anche il ruolo importante dei postbiotici, di cui non si parla quasi mai.

I postbiotici sono i sottoprodotti dell’attività fermentativa dei probiotici nell’intestino. Gli alimenti come il kefir, il pane a lievitazione naturale, i formaggi a pasta molle, il burro di latte, i sottaceti, la zuppa di miso, lo yogurt e il tempeh, che sono ricavati dalla fermentazione ad opera di batteri vivi, forniscono postbiotici.

Sono alimenti importantissimi per comporre una dieta sana ed equilibrata, in quanto le numerose sostanze nutritive, in essi contenute, sono rese maggiormente biodisponibili, proprio grazie all’azione fermentativa dei batteri.

Così, la possibilità di assumere più facilmente acido linoleico, polifenoli e vitamina B, K, magnesio e zinco e assorbire meno fitati, rende questi alimenti particolarmente preziosi.  Le ricerche ancora in corso di studio stanno dimostrando come i postbiotici, alla stessa stregua dei probiotici, siano in grado di aiutare a ridurre la glicemia e prevenire l’obesità, supportare il lavoro dei probiotici, regolarizzare la diarrea, sostenere il sistema immunitario nei neonati e nelle persone con condizioni difficili, ridurre gli stati infiammatori.

Un altro vantaggio è che non sono vivi, per cui risultano più stabili nel tempo, rispetto ai probiotici attivi e vivi. Questa loro peculiarità potrebbe essere sfruttata nei paesi in via di sviluppo, laddove ci siano problemi di refrigerazione e lavorazione dei prodotti probiotici.

Il consiglio è quello di inserire quotidianamente nella dieta frutta e verdura, ma anche cibi fermentati e cereali a lievitazione naturale, così faremo un pieno di pre, pro e post- biotici, mettendo in sicurezza la salute del nostro organismo.

Mirella Gallo, Consulente in Nutrizione e Fitness, esperta in elaborazione di diete in condizioni fisiologiche e patologiche, personal trainer.

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