Versi d’amore e regole del sesso; popoli e culture differenti

Giugno 1, 2021 by rubrica: Lector in fabula

I brani di seguito riportati sono tratti dal Testo “La radice d’Oriente del Continente attorno al Mare”

Nella tradizione indologica

“Rotoliamo insieme come le due ruote di un carro”;

“Stiamo come una cinghia abbraccia uno stallone”;

“Stiamo come una liana abbraccia un albero”.

Nella tradizione sumèra

“Prendi il suo fiato”.

            Invettive ad una donna (Gilgamesh ad Ishtar): “Tu sei come un forno che non trattiene il fuoco”; “Tu sei come una porta sgangherata che non trattiene il vento”; “Tu sei un elefante che strappa la sua bardatura”; “Tu sei come la pece che brucia l’uomo che la porta”; “Tu sei come un otre che inzuppa l’uomo che lo porta”; “Tu sei come un blocco di pietra che fa crollare il muro”; “Tu sei come una scarpa che morde il piede”.

Nella tradizione ebraica

“Mangiar pane” è un eufemismo che indica rapporti sessuali;

“Levarsi le scarpe” (come si fa nei luoghi santi) significa anche «astenersi dalle gioie nuziali».

“Toccare i piedi” è un eufemismo: significa «toccare i genitali».

AMORE E SESSO PRESSO I SUMÈRI

questa immagine fa parte della collezione Norman Colville ed è conservata al British Museum di Londra

Estasi d’amore

            La notte scorsa, quando io, la regina, splendevo radiosamente,

            la notte scorsa, quando io, la regina del cielo, splendevo radiosamente,

            quando io splendevo radiosamente e danzavo di gioia,

            quando io esplodevo in un canto al crepuscolo della sera,

            egli si incontrò con me, si incontrò con me,

            il signore Kuli-anna, si incontrò con me;

            il signore pose la sua mano nella mia mano,

            Usumgalamma mi abbracciò.

            «Orsù, toro selvaggio, lasciami libera, devo tornare a casa,

            Kuli-Enlil, lasciami libera, devo tornare a casa.

            Cosa dirò per ingannare mia madre Ningal?»

            «Ecco il mio consiglio, ecco il mio consiglio,

            Inanna, la più scaltra tra le donne, ecco il mio consiglio:

            [dirai] “un’amica mi ha preso con sé per passeggiare nella piazza,

            essa mi ha trattenuto là con musica e danza.

            Il suo canto, il suo dolce canto, essa intonò per me;

            in dolce delizia io trascorsi il tempo colà”.

            Così, ingannevole, presentati a tua madre,

            dopo che noi abbiamo indugiato alla passione al chiaro di luna.

            Io, intanto, ti preparerò un letto puro, dolce e nobile,

            aspettando in trepidante attesa il momento dell’amplesso».

Le passioni d’amore di Inanna

            Egli lavò la sua sporcizia, fece brillare le sue armi,

            ributtò i suoi capelli sulla schiena,

            gettò via i suoi sporchi vestiti e ne indossò di puliti.

            Poi si rivestì dei suoi abiti regali e legò a sé la sua cintura.

            Infine Gilgamesh si pose sul capo la sua corona.

            Allora Ishtar, la principessa, volse gli occhi sulla bellezza di Gilgamesh:

            «Vieni, Gilgamesh! Sii il mio amante!

            donami come regalo il tuo frutto!

            Sii il mio sposo ed io sarò la tua sposa».

            Gilgamesh fece udire la sua voce e disse,

            così parlò alla principessa Ishtar:

            «Che cosa ti dovrei dare in cambio dopo averti posseduta?

            come potrei procurarti cibo adatto per gli dèi?

            Tu saresti comunque una montagna di ghiaccio,

            una porta sgangherata che non può trattenere i venti e la pioggia

            pece che brucia l’uomo che la porta

            una scarpa che morde il piede del suo portatore.

            A quale dei tuoi amanti sei rimasta sempre fedele?

            quale dei tuoi superbi fidanzati è salito al cielo?

            Vieni! ti ricorderò uno per uno i tuoi amanti,

            quelli che tu hai ardentemente bramato:

            Dumuzi, l’amore della tua giovinezza:

            a lui hai decretato il pianto anno dopo anno.

            Tu hai amato il variopinto uccello Alallu:

            poi lo hai colpito e gli hai rotto le ali.

            Poi hai amato il pastore […]:

            gli stessi suoi aiutanti ora lo cacciano via

            ed i suoi cani gli mordono i polpacci.

            Poi hai amato Ishullano, il giardiniere di tuo padre:

            oh mio Ishullano, fammi godere della tua virilità,

            stendi la tua mano, portala alla mia vulva!

            Per quanto mi concerne, sì!

            tu mi amerai, ma poi mi riserverai lo stesso trattamento».

I consigli di una madre alla figlia vergine

            Enlil è un giovane di Nippur.

            Ninlil è una ragazza di Nippur.

            Nunbarshegunu è la saggia madre di lei.

            Un giorno la giovane si rivolse a sua madre per avere consigli.

            La madre così rispose:

            «Il fiume è puro, ogni donna si bagna in esso.

            Ninlil, se tu vai sulla riva del fiume,

            il Signore ti guarderà.

            Il Pastore che decide tutti i destini,

            ti vorrà prendere, ti vorrà baciare;

            e dopo aver riempito il tuo grembo del seme della lussuria

            e averti fatto godere, ti lascerà».

            Colei che aveva dato i consigli, sperava fossero accolti.

            Ninlil va sulla riva del fiume

            E il Signore la guardò,

            Il Pastore che decide tutti i destini, la guardò

            e così le parlò:

            «Io ti voglio baciare».

            Ma essa non acconsente:

            «la mia vulva è vergine, essa non conosce gravidanza!

            le mie labbra sono pure, esse non conoscono il bacio!

            Se mia madre lo venisse a sapere, mi picchierebbe.

            Se mio padre lo venisse a sapere, ti aggredirebbe.

            Nessuno però mi potrà impedire di parlarne con la mia amica»…

Il sesso dell’uomo primordiale

            L’uomo primitivo, appostato vicino alle pozze d’acqua, aspetta le gazzelle all’abbeverata.

Aruru [Ninhursag] lavò le sue mani,

            prese un grumo di creta e lo piantò nella steppa.

            Essa creò un uomo primitivo, Enkidu, il guerriero,

            seme del silenzio, la potenza di Ninurta.

            Tutto il suo corpo era coperto di peli…

            Con le gazzelle egli bruca l’erba,

            con i bovini egli sazia la sua sete nelle pozze d’acqua.

            Con le bestie selvagge, vicino alle pozze d’acqua, egli si soddisfa.

IL SESSO IN EGITTO

Il Kama Sutra egiziano in un papiro conservato a Torino

            Un lungo papiro illustrato del XII secolo (a.C.), conservato al museo egizio di Torino, ed alcuni «ostraka» (cocci incisi) ed alcune statuette a carattere osceno, hanno gettato luci nuove sui comportamenti sessuali degli Egizi, altrimenti conosciuti solo dalle compassate e pudiche rappresentazioni pervenuteci dalle camere funerarie. Così l’egittologo Francesco Tiradritti, direttore della missione archeologica italiana a Luxor: “Per gli Egizi il sesso era l’atto più naturale del mondo. Era un popolo pragmatico, realista ed amante della vita. Le donne erano emancipate, potevano gestire eredità e divorziare, avevano garanzie, diritti ed un sereno rapporto con l’eros […]. La ricostruzione del papiro satirico-erotico di Torino, con il suo campionario di pose e di pratiche sessuali, non ha nulla da invidiare al più noto e successivo Kama Sutra indiano […]. Altri graffiti pornografici a Deir el-Bahari, nei pressi della Valle dei Re ed a Uadi Hammamat, si sono addirittura spinti oltre e rivelano aspetti «a luci rosse». Come la posizione sessuale preferita dagli Egizi: quella da tergo è la posizione più ricorrente nelle immagini che sono state ritrovate. Era preferita a quella del «missionario».”

Nel campo dei comportamenti sessuali, nell’antico Egitto erano pochi i divieti, i peccati capitali. Un tabù, verosimilmente, era l’omosessualità, come si può intendere dal Papiro Nehseni (punto 27 della confessione negativa): «non ho mai commesso peccati contro natura con gli uomini». Anche la masturbazione verosimilmente aveva una connotazione negativa, visto che pure trova riscontro (punto 20) nel Papiro Nehseni: «non ho mai, nella solitudine, cessato di essere casto».

“Un lungo elenco di sogni erotici femminili, che avrebbe fatto la gioia di Freud, e che ha creato imbarazzo ai traduttori, è l’intero capitolo del papiro Carlsberg” ove sono narrati sogni di accoppiamenti con Libi, Assiri, Siriani, ma anche caproni, coccodrilli, arieti, leoni…

LE LEGGI SULLE RELAZIONI SESSUALI NELLA CULTURA EBRAICA

Non farete come nel Paese d’Egitto…

… Le relazioni eterosessuali vietate

            “Il Signore disse ancora a Mosè: «Parla agli Israeliti e riferisci loro: io sono il Signore, vostro Dio; non farete come si fa nel paese d’Egitto dove avete abitato né farete come si fa nel paese di Canaan, dove io vi conduco né imiterete i loro costumi; metterete in pratica le mie prescrizioni e osserverete le mie leggi, seguendole; nessuno si accosterà a una consanguinea, per avere rapporti con lei” (Lv 18, 1-20).

Segue quindi l’elenco delle persone da ritenere consanguinee, a cominciare dalla madre (“non scoprirai la sua nudità”), quindi “la matrigna, la sorella, la figlia di tuo padre o figlia di tua madre, la figlia di tuo figlio o di tua figlia, la figlia della matrigna, la sorella di tuo padre, la moglie del fratello di tuo padre, la moglie di tuo figlio, la moglie di tuo fratello”.

Inoltre: “non scoprirai la nudità di una donna e di sua figlia; né prenderai la figlia di suo figlio, né la figlia di sua figlia per scoprirne la nudità: sono parenti carnali: è un’infamia. E quanto alla moglie, non prenderai inoltre la sorella di lei, per farne una rivale, mentre tua moglie è in vita.”

Sesso nel periodo mestruale.

È vietato il sesso nel periodo mestruale: “quel tale ha scoperto la sorgente di lei ed essa ha scoperto la sorgente del proprio sangue; perciò tutti e due saranno eliminati dal popolo” (Lv 20, 18).

La fase mestruale rende impura la donna e chiunque e qualsiasi cosa ne venga contaminata. Esiste anche una immondezza da emissione seminale.

Nota: anche nella tradizione indologica è vietato il sesso nel periodo mestruale. Nell’uomo che lo pratica “penetra un quarto del Brahmanicidio”. È invece dovere di una persona osservante avere rapporti sessuali con la moglie durante il suo periodo fertile.

Altre relazioni sessuali vietate

            La Legge ebraica fa esplicito riferimento alla omosessualità ed alla zoofilia. Nessun riferimento apparente alla pedofilia, di cui ci occuperemo in seguito. Né alla necrofilia, di cui, come pure vedremo, dovettero occuparsi gli Egizi in occasione dell’imbalsamazione di giovani donne.

Le pene per le relazioni sessuali vietate

            Per l’omosessualità: “tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte” (Lv 20, 13). Per la zoofilia: la morte, che sia uomo o donna; anche l’animale deve essere messo a morte (Lv 20, 15). Per gli adulteri: la morte per entrambi (Lv 20, 10). Per uno che ha rapporti con una madre e con sua figlia: la morte (Lv 20, 14). Per i rapporti carnali con il padre, o la madre, o la matrigna, o la nuora: morte per entrambi (Lv 20, 9-12). Per chi ha rapporti con la sorella, o la figlia di suo padre, o la figlia di sua madre: “tutti e due saranno eliminati alla presenza dei figli del loro popolo” (Lv 20, 17). Per chi ha rapporti con la sorella del padre o con la sorella della madre: “tutti e due porteranno la pena della loro iniquità” (Lv 20, 19). Per chi ha rapporti con la moglie dello zio: “tutti e due porteranno la pena del loro peccato: dovranno morire senza figli” (Lv 20, 20). Per chi ha rapporti con la moglie del fratello: “non avranno figli” (Lv 20, 21).

IL SESSO NELLA CULTURA ISLAMICA

Manca il concetto del peccato originale

            L’idea del peccato originale è del tutto assente nella cultura islamica: manca perciò nell’islam l’ansia di redenzione agostiniana e la donna nel Corano non viene rappresentata come seduttrice dell’uomo (cfr. Hans Küng, Islam, pag.  670).

Andate a loro dalla parte che Dio comanda

            “Separatevi dalle vostre mogli durante le mestruazioni; avvicinatevi a loro quando si saranno purificate; allora andate a loro dalla parte che Dio comanda” (Cor 2, 222). Così in proposito Gabriele Mandel (Il Corano, pag. 725): “dalla parte che Dio comanda sta per secondo natura; l’Islam condanna ogni pratica sessuale contro natura: sodomia, onanismo [nel significato originario di coitus interruptus], incesto, zoofilia”.

Le vostre mogli sono per voi un campo

            “Le vostre mogli sono per voi un campo: andate dunque al vostro campo quando lo desiderate” (Cor 2, 223). Nella concezione ebraica ed in quella cristiana, il sesso di per sé è profanante. Non così invece nella concezione islamica: «andate al vostro campo quando lo desiderate». Il discorso vale, evidentemente, per i rapporti eterosessuali coniugali. Due sole limitazioni a tale sesso: il periodo mestruale e la consanguineità. Per il resto la considerazione islamica del sesso è molto simile a quella che ne avevano gli Egizi.

Relazioni vietate

            “Non prendete moglie fra le donne che i vostri padri hanno sposato ‐ passiamo oltre su ciò che è già avvenuto. Vi sono proibite le vostre madri, figlie, sorelle, zie paterne, zie materne, figlie di un fratello e figlie di una sorella, donne che vi hanno allattato, sorelle di latte, madri delle vostre mogli, figliastre sotto vostra tutela e generate dalle donne con cui avete consumato il matrimonio; le donne con cui i vostri figli nati dai vostri lombi hanno consumato il matrimonio; e due sorelle insieme.” (Cor 4, 22-23)

            “E se sono due dei vostri ad aver commesso la turpitudine, allora puniteli” (Cor 4, 16). In proposito questo il commento di G. Mandel (ibidem, pag. 788‐789): “molti commentatori interpretano queste parole come la condanna dell’omosessualità; mentre per l’omosessualità il Levitico (20, 13) prevede la pena capitale, l’Islam prevede una pena infamante: reprimende, ingiurie e schiaffeggiamento dei due omosessuali in pubblico”. I commentatori, aggiunge il Mandel, con la suddetta interpretazione hanno inteso evitare per gli omosessuali la pena capitale: “infatti quando il profeta non riceveva una rivelazione diretta (Corano) a proposito di una determinata questione, si rifaceva alla legislazione delle «Genti del Libro» ed in particolare agli Ebrei”.

La contraccezione

            I medici dell’Islam misero a punto, sin da mille anni or sono, tutta una serie di contraccettivi ed il loro uso è sempre stato libero in ambiente musulmano.

La masturbazione

            La masturbazione non fu mai nell’Islam considerata un peccato, bensì una fruizione del proprio corpo.

Se il marito fa giuramento di astinenza

            Così il Corano (2, 226‐228): “per coloro che per un giuramento si astengono dalle mogli, un termine di quattro mesi. E se desistono, Dio è Perdonatore. Ma, se decidono il divorzio, Dio è Colui che sa. E le divorziate devono aspettare tre mestruazioni […].” Così il commento di G. Mandel: “per una sorta di fioretto l’uomo poteva astenersi dai rapporti sessuali con la moglie; il passo risolve questa controversia di diritto privato: la moglie non è obbligata a subire a lungo una frustrazione che riguarda solo il marito […]; il Corano fissa il limite di quattro mesi, dopo di che la moglie ha il diritto di chiedere il divorzio; in seguito, se il marito la vuole riavere (con il consenso della moglie), la donna chiederà una nuova dote ed un nuovo contratto di matrimonio”.

Domenico Casale, cardiochirurgo di professione e contadino per passione, esperto di mitologia e testi sacri multiculturali, scrittore

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