Ad uomini forti vanno chiesti gesti forti

Luglio 1, 2021 by rubrica: Pensieri e parole

Capita che si chieda alla sport un gesto contro il razzismo, capita che la politica scenda in campo per chiedere ai calciatori un gesto contro il razzismo, capita che la società tutta s’indigni se questo gesto non arrivi.

Da sempre lo sport ed i suoi protagonisti sono considerati veicolo per messaggi importanti.

Ne è piena la storia di icone sportive che hanno accompagnato le loro imprese con gesti simbolici che li hanno resi forse ancor più eroi o forse solo ancor più uomini.

Ma è giusto condannarli se questo gesto non arriva? È giusto chiedere un gesto, è giusto implorare per avere un gesto ?

Inginocchiarsi al calcio d’inizio, se lo faccio non sarò considerato razzista, se non lo faccio sarò considerato una persona quantomeno non sensibile verso un problema sociale.

Non credo sia così banale, il razzismo non è così banale.

A cosa serve un gesto quando non è sentito ma obbligato? A cosa serve inginocchiarsi se lo si fa solo per essere più fighi? A cosa serve dire stop al razzismo se poi nella quotidianità pensiamo solo al nostro orticello?

Fossi stato un giocatore della nazionale mi sarei inginocchiato, fossi stato un giocatore italiano dopo il clamore che si era creato non mi sarei più inginocchiato.

Quel gesto spinto dalla stampa e da politici strappavoti non avrebbe avuto più niente di simbolico, più niente di puro ma sarebbe stato  solo un modo per accontentare una spinta nazional popolare.

Che senso ha inginocchiarsi e poi restare in campo quando si sentono ululati rivolti verso un giocatore di colore?

Ad uomini forti vanno chiesti gesti forti, oggi inginocchiarsi sarebbe stato un gesto debole e forse banale, domani sarebbe stupendo se 22 giocatori lasciassero il campo al primo accenno di  ululato proveniente dagli spalti.

Questa giovane Italia ci sta facendo sognare, non chiediamo loro di assecondare mode popolari ma chiediamo loro di cambiare la storia con la quotidianità e chiediamolo a noi stessi che magari c’indigniamo per questa scelta e la mattina dopo ci alziamo e continuiamo ad essere insensibili di fronte al razzismo che abbiamo nelle nostre quattro mura.

Lo sport può dare esempio ma in questo caso credo che noi nel nostro piccolo possiamo dare esempi più importanti, magari iniziando ad insegnare ai nostri figli cosa sia il razzismo e non chiedendo di fare anche questo a chi sa solo calciare una palla meglio di noi.

Francesco Capone, Biologo specializzato in Informazione Scientifica del Farmaco, calciatore modesto, padre innamorato, commerciale di pacemaker midollari

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