L’Arte della Guerra e i vaccini anti-SARS-CoV-2

Settembre 1, 2021 by rubrica: Scienza e coscienza

Ovvero della giustezza di scegliere una strategia dominante quando non conosci né il gioco né i giocatori

Se non conosci te stesso,

né conosci il tuo nemico,

sii certo che ogni battaglia sarà per te fonte di pericolo gravissimo

Sun Tsu; L’arte della Guerra

La pandemia da SARS-CoV-2 ha innescato una corsa biologica agli armamenti tra due Sistemi Complessi: la comunità umana e quella dei betacoronavirus.

Avvisaglie di una pandemia da coronavirus erano nell’aria respirata dagli esperti del settore: aleggiava invisibile ma sostanziata come un aerosol di sincronicità Jungiana nel mare dell’inconscio collettivo di una comunità umana che gioca pericolosamente sull’orlo del caos con la scienza e con la guerra.

L’Umanità, nonostante le avvisaglie, si è fatta trovare impreparata ad impedire l’urto della pandemia: tutti i settori vitali delle nostre comunità – dalla sanità, al vivere sociale, all’economia -, sono stati profondamente destabilizzati dallo tsunami dell’emergenza sanitaria innescata dal nuovo coronavirus.

La storia filogenetica ed evolutiva dei coronavirus (CoV) è almeno dal 2002 sotto attenta analisi scientifica.

I coronavirus umani (HCoV) erano stati per la prima volta descritti negli anni’60 come una banale causa della comune sindrome da raffreddamento. Nel 1965 il CoV B814 era stato per la prima volta isolato dalle secrezioni nasali di un paziente con raffreddore. Attualmente sei linee di coronavirus sono note per infettare gli uomini, e si ritiene che dal 15 al 30% delle sindromi da comune raffreddore sono attribuibili a tali virus.

Dagli anni ’70 diverse condizioni patologiche degli animali domestici erano state attribuite ai coronavirus; si trattava di virus che perlopiù causavano sintomi gastrointestinali negli animali, con l’eccezione del virus della bronchite infettiva aviaria (IBV che determina una patologia respiratoria del pollo), del coronavirus respiratorio canino  (CRCoV che determina una patologia respiratoria nei cani) e del virus dell’epatite del topo (MHV che determina una encefalite demielinizzante progressiva del topo).

Da allora, si sono aggiunte nuovi membri e tante varianti alla numerosa famiglia dei coronavirus degli umani, di altri mammiferi terrestri e marini e degli uccelli.

I coronavirus infettivi per l’uomo appartengono al genere alfa e beta e sono ampiamente condivisi con i pipistrelli.

SARS-CoV-1, MERS-CoV e SARS-CoV-2, sono delle recenti edizioni evolutive di CoV, che dal 2002-2003 ad oggi, hanno mostrato il loro potenziale di causare malattie severe e spesso letali per l’uomo.

In condizioni ambientali/ecologiche favorevoli, nuovi coronavirus possono emergere con facilità; per esempio, è stato dimostrato che nel dromedario è possibile, come successo per ceppi di MERS-CoV, l’emersione mediante eventi di ricombinazione, di nuove linee virali di CoV.

In comparazione con quello di altri virus ad RNA, il tasso di mutazioni genomiche dell’RNA dei CoV è ritenuto di livello da moderato ad alto (˷10-4 sostituzioni di basi per anno per sito); inoltre, i CoV hanno una grandezza genomica notevole tra i virus a mRNA; questi due aspetti aggiungono una particolare plasticità al genoma dei coronavirus, che così possono modificarsi tramite mutazioni e ricombinazioni geniche, ed aumentare la variabilità intraspecie ed il “salto d’ospite” interspecie (spillover).

Era ormai noto da anni che numerose specie di CoV circolano tra specie animali sia selvatiche che domesticate; era altresì scontato che tutte queste specie animali interagissero tra loro, dando l’opportunità all’emersione di nuovi coronavirus tramite ricombinazione genetica. A ciò, si aggiunga che almeno dal 2002 – e cioè dall’epoca si SARS-CoV-1 -, in diversi laboratori del mondo, si sono intensivamente studiati coronavirus di differente provenienza, con un potenziale incremento di eventi di ricombinazione che certamente in natura non sarebbero potuti avvenire con la stessa possibilità; si aggiunga anche che le Infezioni Acquisite in Laboratorio (LAI – Laboratory Acquired Infection) e diffuse nella popolazione sono un evento possibile, noto e documentato per alcuni virus studiati in Centri di Ricerca ad Alto Biocontenimento; se si tiene conto di tutto ciò, si comprende il perché negli ultimi anni non ci fossero ormai più dubbi sulla eventualità di una pandemia da coronavirus ma solo dubbi sul quando questa avrebbe fatto il proprio ingresso nel nostro mondo.

L’alta frequenza di eventi di ricombinazione genica e le ampie opportunità di incontri tra linee diverse di CoV, ha come risultato la creazione/generazione di nuovi coronavirus con elevata variabilità genetica e un imprevedibile potenziale di  virulenza.

La comparsa sulla scena dell’ecosistema umano di un nuovo attore alla ricerca di risorse per replicarsi e diffondersi (SARS-CoV-2), ha innescato una interazione competitiva tra uomo e questo nuovo coronavirus.

L’interazione biologica tra questi due attori ha una dinamica evolutiva ancora oggi non prevedibile e dall’esito incerto.

Dal punto di vista del consorzio umano – considerato il tributo di vite umane che ha richiesto il nuovo coronavirus nelle sue susseguenti ondate di recrudescenza pandemica del covid-19, e considerato che il nuovo coronavirus è stato valutato distruttivo sulla nicchia ecologica umana nonostante un tasso di mortalità elevato ma non catastrofico -, il tipo di interazione che si è scelto di intraprendere è stata quella della competizione interspecifica nella sua forma del fenomeno collettivo denominato guerra.

Mentre il Sistema Immunitario umano (S.I.), tra successi e insuccessi, iniziava a percorrere la propria strada coevolutiva con il nuovo coronavirus, un più alto livello di organizzazione biologica – quella costituita dal consorzio umano (con i suoi settori medico-scientifici, politici, economici, finanziari, giornalistici e social) -, ha dichiarato guerra contro un nemico che appariva ed ancora oggi appare pauroso e temibile ma di cui ancora conosciamo poco, se non – forse – la virulenza nella sua declinazione di tasso di letalità e contagiosità.

Poco sappiamo anche dei nostri meccanismi di difesa immunologici verso il virus, che a volte sembrano la principale causa di patogenicità del covid-19, almeno nella sua declinazione di tempesta citochinica e reazioni iperimmuni verso SARS-CoV-2.

Ci siamo così trovati impelagati nella condizione che il grande generale e filosofo esperto di guerra Sun Tsu (544 a.c. 496 a.c.) aveva descritto come la più difficile e deplorevole: <<se non conosci te stesso, né conosci il tuo nemico, sii certo che ogni battaglia sarà per te fonte di pericolo gravissimo>> (L’arte della Guerra).

Mentre S.I. e SARS-CoV-2 imparavano a conoscersi affinando le armi biologiche per stabilire il tipo di interazione coevolutiva da percorrere per il futuro, è scesa in campo la medicina, la politica, l’economia, la finanza, il “Quinto potere” e il mondo social (“Sesto potere” – o Primo?).

Grazie a questa discesa in campo, si sono registrati i primi parziali successi della comunità umana grazie all’utilizzo di vecchi e nuovi farmaci e grazie a strategie di confinamento sociale (lockdown).

Poi, come una Regina Rossa, sono scesi in campo i vaccini ossia l’arma agognata come panacea per la vittoria sulla scacchiera.

I vaccini a mRNA e quelli a vettore virale, sono di tipologie nuove, molto nuove, e frutto della ingegneria genetica con cui oggi siamo sempre più avvezzi ad armeggiare. Li abbiamo adottati, prima di conoscerli a fondo ed in via emergenziale, come strategia dominante.

Grazie ai vaccini abbiamo registrato ulteriori parziali successi della comunità umana, ma per mezzo loro siamo scesi con un coraggio e una determinazione che sanno di ingenuità, nell’agone di una complessa competizione in corso, siamo intervenuti a cambiare le regole del gioco senza avere una strategia sicuramente vincente.

Nella Teoria matematica dei Giochi una strategia è dominante se garantisce a chi la utilizza un risultato migliore di qualsiasi altra alternativa disponibile, indipendentemente dalla strategia utilizzata dal concorrente.

La grande ondata collettiva non lascia campo utile a quella che dovrebbe essere una normale e privilegiata via di conoscenza scientifica e di strategie di salvaguardia alternative e prudenziali. Le teorie di alcuni scienziati non sono considerate e la questione nella comunità umana è ben presto divenuta ideologica piuttosto che scientifica.

Vax contro No Vax e Green Pass vs Vax Free.

Sembra regnare il caos, ma anche il caos è deterministico e ha le sue regole; e, come diceva Einstein, è nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

Dall’inconscio collettivo di questo triste e difficile momento storico dominato dalla pandemia, emergono come metafore e strutture comportamentali gli archetipi della guerra e del caos; come urla dal mare di incertezza, paura e angoscia, salgono nella tempesta ad indicarci la rotta da percorrere e la meta da raggiungere. Abili timonieri e naviganti esperti devono essere gli scienziati e le coscienze allevate e cresciute alla luminosa ombra delle Scienze della Complessità e dei Sistemi Adattivi Complessi, che soli hanno le rotte che potranno portare in salvo la nostra arca come novelli Noè.

Beniamino Casale, responsabile IPAS Terapie Molecolari e Immunologiche in Oncologia – AO dei Colli – Ospedale Monaldi.

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