chi siamo

Da incontri professionali per ricerche qualitative nel settore farmaceutico, fra un medico ospedaliero e un marketing manager, nasce un profondo rapporto di amicizia. Il medico, sempre puntuale e, spesso, in anticipo, prima degli incontri racconta il suo concetto di medicina e relazione di cura; il manager ascolta e parla di comunicazione, di problematiche relative al settore sanitario, di barriere, di possibili miglioramenti.

Il medico spiega il valore della Medicina Narrativa, intesa come la nascita di una relazione fra sanitari, pazienti e caregivers, che integra la Medicina di Precisione, sempre più personalizzata e tecnologica per soddisfare le esigenze terapeutiche collegate alle patologie. Il manager è colpito dall’apertura mentale del medico, dagli argomenti trattati, che vanno ben oltre a patologie e terapie farmaceutiche.

Gli appuntamenti lavorativi si susseguono, e i due hanno modo, prima e dopo le interviste, di approfondire più in dettaglio le tematiche relative al rapporto sanitari-pazienti, e ai cambiamenti che andrebbero apportati.

Il medico è una persona molto profonda e preparata, attenta, studiosa. Il manager è un abile comunicatore, informale e scherzoso, che con facilità mette le persone a proprio agio. Nasce un progetto, una sfida: il medico propone di organizzare un convegno scientifico insieme, con un format innovativo.

Gli argomenti sono Oncologia, Ematologia e Terapia del dolore, trattati con doppia moderazione, dal manager, che ne caratterizza lo stile comunicativo, e dal medico, che ne personalizza l’aspetto scientifico.

Si crea un team, squadra operativa composta da quattro persone: il medico, il manager, il fotografo-webmaster, l’imprenditore-paziente.

Così, il 10 novembre 2017, si tiene il primo workshop L’ematologia, l’oncologia e la medicina del dolore tra umanizzazione delle cure e precision medicine. Il convegno prevede una sessione scientifica, con interventi dei vari specialisti, e una sessione comunicazione, con interventi di medici, infermieri, pazienti, caregivers e associazioni pazienti, che dibattono sugli aspetti correlati all’ospedalizzazione e alle cure con un tono pacato, rispettoso, collaborativo.

L’evento è aperto a tutti e non solo agli specialisti delle tre patologie; il manager chiede ai relatori scientifici di usare un linguaggio semplice, non tecnico, per consentire anche a chi, non del settore, di comprendere gli argomenti.

Altra richiesta caratterizzante è il non preparare slides e relazioni con istogrammi e dati clinici: verranno poste solo domande, intervallate da battute e sorrisi, a cui risponderanno con una narrazione fluida, scorrevole, in un tempo massimo di 10 minuti.

Il convegno ottiene notevole successo sia come presenze che come opinioni dei partecipanti. Medico e manager vengono invitati ad atri incontri, convegni, sempre con gli altri due membri del team, ove diffondono il loro modello di Medicina Narrativa, basato su una comunicazione semplice, efficace, che fonde tecniche di varie discipline: PNL, psicologia, psicoterapia, ascolto empatico, Comunicazione Non Verbale e altre. Si comincia così a formare una rete con altri professionisti che, con metodologie diverse, hanno un obiettivo comune: promuovere la Medicina Narrativa come terapia complementare alla Medicina di precisione e indispensabile nel processo di cura.

A ottobre 2018 si tiene il secondo workshop e, nello stesso mese dell’anno successivo, il terzo, che presenta un’ulteriore novità: a fine convegno, circa un mese dopo, medico e manager organizzano una mostra fotografica e un concerto gratuito di musica pop napoletana in una chiesa gestita da un’associazione culturale. All’evento partecipano tutti i diversi attori della relazione di cura che condividono una serata di grande impatto emozionale, preparata sempre con una contaminazione fra le arti: narrazione, fotografia, arte barocca della chiesa di San Potito, musica si fondono alleviando la sofferenza fisica e psicologica di pazienti e familiari e unendo gli oltre 300 spettatori in un’esperienza originale e coinvolgente.

Medico e manager decidono di non limitarsi ai soli eventi e convegni e di dar vita a un magazine online, che possa decodificare il talvolta incomprensibile linguaggio scientifico dando voce a tutti gli stakeholders, i portatori di interesse, coinvolti nella relazione di cura.

Il team ne condivide gli obiettivi ed ecco la genesi de Il Bugiardino, pillole di medicina e biosemiotica, che con articoli, video e fotografie, si propone di rompere le barriere esistenti fra il mondo dei sanitari e quello dei pazienti identificando come obiettivo prioritario la comprensione reciproca dei propri bisogni e criticità, creando una relazione civile e costruttiva, nell’interesse della comunità.

Medici, infermieri, OSS, psicologi, sociologi, fotografi e altri professionisti porteranno le loro testimonianze secondo le proprie competenze e visioni nel comune intento di sconfiggere la malattia, uniti e non divisi; il tutto condito da approfondimenti e curiosità in ambito enogastronomico, storico e artistico, invitando i lettori a partecipare con commenti e quesiti, al fine di migliorare sempre di più la relazione di cura.

Tutto questo con la terapia più efficace: il sorriso.

Beniamino Casale (il medico)

Giuseppe Cerullo (l’imprenditore-paziente)

Carlo Negri (il manager)

Alessandro Palumbo (il fotografo-webmaster)

Il medico ed il manager. Napoli, 26 ottobre 2018. Workshop Medicina Narrativa
Il team. Da sinistra: il fotografo-webmaster, il medico, il manager, l’imprenditore-paziente.