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Cinema, storia e libri: intervista a Ciro Borrelli

Nel 2020 la casa editrice Phoenix Publishing ha ristampato e pubblicato il volume scritto da Ciro Borrelli Pensavo fosse un comico invece era Troisi. Il libro è dedicato al grande attore napoletano Massimo Troisi che ci ha lasciato nel 1994. Massimo Troisi non fu soltanto semplicemente un attore, ma anche un grande personaggio il cui acume e la cui personalità erano mostrate amabilmente negli sketch, nelle interviste, nei grandi capolavori scritti e recitati per il cinema.

Ed è proprio della personalità di Troisi che si è occupato Borrelli nel suo libro che comprende oltre alla prefazione scritta dalla sorella del comico, Rosaria Troisi, una biografia esplicativa del carattere di Massimo, e alcune interviste rilasciate a personaggi altrettanto famosi che lo hanno conosciuto o lavorato con lui, interviste effettuate dall’Autore a chi gli è stato vicino e, come conclusione, i racconti dei film di Troisi.

Il libro ha il pregio di ricordare concretamente la figura di Massimo Troisi grazie al modo in cui Ciro Borrelli ha pensato di strutturarlo. La sua varietà consente, infatti, di cogliere tanti aspetti sia del carattere di Troisi che della sua vita come amico, compagno e napoletano.

Per questi motivi mi fa piacere iniziare la mia intervista con Ciro Borrelli in occasione di Cinema e Storia, la rassegna cinematografica da lui ideata, sul libro che ha visto anche la realizzazione cinematografica.

L’evento, tenutosi al circolo Calcio Napoli di Monteforte Irpino (AV), fa seguito alla richiesta del presidente del circolo Andrea Scognamiglio e si è potuto realizzare grazie proprio alla passione e alla cultura cinematografica di Ciro Borrelli. Il primo incontro è stato proposto il 28 gennaio e ha visto la proiezione del film I compagni di Mario Monicelli.

Prima di parlare della rassegna vorrei fare un passo indietro e chiedere della sua partecipazione al docufilm di Alessandro Bencivenga, regista e sceneggiatore, intitolato Il mio amico Massimo, dedicato a Massimo Troisi. Lei è un cultore del cinema, studia e svolge attività continua di ricerca. Credo sia stato un momento di grande soddisfazione per lei che ha dedicato tanta passione e impegno nella realizzazione del suo volume Pensavo fosse un comico, invece era Troisi. Ci racconta cosa si prova nel passare dallo studio e dalla ricerca alla messa in opera del proprio lavoro?

Innanzitutto è stata una grande grande emozione. Alessandro Bencivenga nel febbraio 2020 aveva letto il mio volume e gli era piaciuto molto, così mi chiamò per chiedermi anche di alcuni aneddoti e curiosità e parlarmi del docufilm che aveva intenzione di realizzare. Con l’arrivo della pandemia per un paio di anni non ci siamo più sentiti, pensavo che avesse abbandonato l’idea. Per fortuna mi ha richiamato e mi sono messo all’opera. Io mi sono occupato della ricerca e della stesura di alcuni testi in quanto il docufilm viene narrato da due voci che sono quelle di Lello Arena e Cloris Brosca. In particolare Cloris Brosca ha letto il testo che ho curato io.

Veniamo ora alla rassegna Cinema e storia. È stata una sua idea, quindi suppongo sia sempre frutto della sua padronanza in materia di cinema. In cosa consiste e come si svolgerà?

È nata da una chiacchierata con il presidente Scognamiglio. Lui è un uomo molto propositivo, ama organizzare eventi e attività che vadano anche al di là del calcio e, quindi, conoscendo la mia passione per il cinema e il teatro mi ha richiesto una rassegna. L’ho intitolata Cinema e Storia e propone la proiezione di almeno cinque film. Ognuno di essi rappresenterà un evento storico che riguarderà soprattutto l’Italia, ma non solo. Questa sera vedremo I compagni che è ambientato alla fine del 1800 e tratta delle contrapposizioni tra gli operai e i cosiddetti padroni come venivano chiamati all’epoca i proprietari delle fabbriche e poi ce ne saranno altri quattro.

La scelta dei film è per il periodo storico di interesse o è dipesa dall’aver prediletto alcune pellicole particolarmente belle e rappresentative?

Il pubblico di questa rassegna è molto eterogeneo nelle preferenze dei generi quindi avevo la necessità di scegliere dei film che potessero piacere a tutti. Poiché era molto difficile abbiamo usato, per selezionarli, il criterio della storia sperando di riuscire a soddisfare un po’ tutti i gusti. Abbiamo scelto, quindi, dei film simbolo partendo come ordine cronologico dalla fine del 1800 per arrivare ai giorni nostri.

Quali film sono stati scelti?

Il film I compagni sarà seguito da Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick ambientato nella prima guerra mondiale; La marcia su Roma di Dino Risi e tratta la nascita del fascismo in Italia, poi avremo Tutti a casa di Luigi Comencini che riguarda l’8 settembre, infine, prima della pausa estiva, sarà proiettato il Generale della Rovere, uno dei capolavori di Roberto Rossellini che vede come protagonista Vittorio de Sica.

Lei è molto attivo e propositivo. Cosa si aspetta da una manifestazione del genere?

Innanzitutto spero che il pubblico sia numeroso, secondo che sia interessato alla rassegna e cioè che non venga soltanto al primo incontro ma continui anche a partecipare ai successivi e, nello stesso tempo, mi auguro anche una certa partecipazione che possa includere la discussione finale come avviene in tutti i cineforum.

Infine parliamo di questo particolare club Napoli, un luogo che non è solo fede calcistica ma si propone anche di essere un polo aggregante di conoscenza e cultura.

Sì, infatti. Qui oltre a vedere le partite di calcio abbiamo attivato dei corsi di Yoga, tornei di Burraco per chi gioca a carte, molti incontri sulla prevenzione delle malattie. C’è anche una piccola compagnia teatrale e stiamo preparando delle presentazioni di libri. Mancava soltanto il cinema!

Il film I compagni, come si accennava precedentemente, è una pellicola in bianco e nero con attori che hanno fatto la storia del cinema italiano come uno strepitoso Marcello Mastroianni nelle vesti di un sindacalista colto e squattrinato che cerca di guidare le masse di operai verso l’acquisizione di diritti sul lavoro. Il film è ambientato nella città di Torino, una delle prime a industrializzarsi, e mostra le condizioni di vita degli operai ingabbiati tra lavoro, famiglia e sopravvivenza. Un film che fa riflettere perché, sebbene sia storia vissuta e trascorsa, suggerisce inevitabilmente il confronto con l’attualità.

I prossimi incontri della rassegna, già programmati sono previsti per sabato 18 marzo con Orizzonti di gloria e sabato 25 marzo con La marcia su Roma.

Grazie a Ciro Borrelli per il suo impegno nella divulgazione dell’opera cinematografica.

Maria Paola Battista, Sociologa, editor e giornalista, scrive recensioni di libri e interviste agli autori per varie testate.

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