Danni da tabagismo comunicazioni scientifiche preventive

Nell’ambito della mia attività professionale di Ufficiale medico dell’E.I. ho avuto il privilegio di organizzare e condurre, più volte, congiuntamente supportato e coadiuvato sia da illustri colleghi Ufficiali medici sia da rilevanti rappresentanze dell’Istituto Tumori Pascale di Napoli, vari congressi di medicina preventiva oncologica, e uno di questi è stato incentrato sui danni da tabagismo.

Oggi, fortunatamente, anche grazie all’ausilio dei social media, tanti sono gli interventi di contrasto allo stesso e le informazioni scientifiche che continuamente vengono pubblicate e perseguite, ritengo siano lodevoli iniziative ad interventi di prevenzione, il cui scopo non è solo quello di sensibilizzare i fumatori ad intraprendere un percorso di disassuefazione ma soprattutto creare, attraverso la conoscenza, una coscienza anti-fumo fin dall’infanzia.

Nell’ambito delle cosiddette comunicazioni scientifiche preventive, rese con l’obiettivo di riportare in sintesi, gli aspetti sanitari più gravi ed evidenti, legati al tabagismo, riporto, qui di seguito, alcune informazioni a riguardo:

L’OMS stima che ogni anno, nel mondo, più di 8 milioni di persone muoiono a causa del fumo di tabacco e di questi, 1,2 milioni solo a causa del fumo passivo. Il fumo attivo rappresenta la seconda causa di morte sul nostro pianeta e la principale causa di morte prevedibile, mentre il fumo passivo, da solo, è stato appurato in grado di indurre patologie oncologiche, soprattutto polmonari, sia nei non fumatori sia di indurre nei figli di genitori fumatori una maggiore incidenza di patologie non oncologiche dell’apparato respiratorio: (polmoniti, bronchiti, crisi asmatiche, patologie delle prime vie aeree), rispetto ai figli di genitori non fumatori.

È importante a tale proposito che i genitori sappiano che il fumo materno in gravidanza, il fumo dopo il parto, il fumo paterno e il fumo domestico in generale e/o in automobile, tutti di carattere passivo, sono associati all’aumento di molteplici patologie, soprattutto nei bimbi piccoli.

Nei paesi, come il nostro, che hanno una legislazione che pone il divieto di fumare nei luoghi pubblici (legge n.3 del 16.01.2003) si è assistito a una sensibile riduzione dell’esposizione al fumo passivo in generale ma ciò è valido soprattutto per gli adulti, mentre nei bambini incidono ben altri fattori.

Si è appurato che le mura domestiche, purtroppo, rimangono il luogo principale di esposizione, le stanze in cui si fuma, infatti, trattengono (sui mobili, sui pavimenti, sulle tende, sugli abiti, ecc.) sostanze inquinanti tossiche e cancerogene fortemente rischiose per il benessere di chi vive in casa e ovviamente i più piccoli sono i più esposti ed i più sensibili ai danni secondari.

Nel fumo di tabacco sono contenute circa 7.000 sostanze nocive che esplicano la loro nefanda attività attraverso un’azione cancerogena (riconosciute come tali circa 70 sostanze), tossica, irritante, mutagena, citotossica, cardiolesiva e nociva infine sia per l’apparato respiratorio sia per numerosi altri apparati.

Fra le sostanze nocive, ricordiamo in primis, la nicotina (alcaloide vegetale, principale responsabile dell’induzione della dipendenza fisica e psichica da fumo di tabacco), il catrame (inducente tumori), l’ossido di Carbonio (inibente l’assunzione di ossigeno), il benzopirene (cancerogeno), il 4-amino-bifenile (inducente tumori alla vescica), e tanti altri…

Effetti sull’apparato respiratorio E’ continuo ed accorato appello dell’OMS per ricordare che i nostri polmoni sono un patrimonio prezioso di salute da proteggere. Numerosi e gravi i danni da tabagismo su tale apparato: in primo luogo, il fumo di tabacco è causa di una maggiore suscettibilità dello stesso alle bronchiti acute che, alla lunga, possono complicarsi in BPCO (bronco pneumopatie croniche ostruttive), forme cioè di bronchite cronica, la cui incidenza è maggiore in chi ha iniziato a fumare in giovane età. Ovvero ad enfisema (abnorme deterioramento delle pareti degli alveoli polmonari, a volte anche dei bronchioli terminali) con dispnea che inizialmente può comparire solo dopo sforzo ma che, può divenire manifesta, continuando nell’abitudine voluttuaria, anche a riposo. Inoltre, episodi asmatici ed infezioni respiratorie ricorrenti aumentano per incidenza e gravità ma la patologia infausta, ahimè, più conosciuta e riconosciuta, generata da fumo di tabacco è il carcinoma polmonare. In Italia circa 35.000 persone ogni anno perdono la vita per tale patologia, il cui rischio di svilupparla, nei fumatori, è di circa 20 volte superiore rispetto ai non fumatori.

Effetti sull’apparato cardiovascolare Il fumo di tabacco, a causa di alcune sostanze riconosciute cardiolesive, in particolare la nicotina e dall’ossido di carbonio, è capace di generare serie patologie cardiovascolari. Il fumo è la causa principale di infarto miocardico e di malattie coronariche in uomini e donne e si associa al 30% delle morti improvvise. Accidenti cardiovascolari questi che si verificano quando l’irrorazione sanguigna del muscolo cardiaco viene improvvisamente interrotta (infarto) e/o progressivamente ridotta (malattia coronarica ischemica) per occlusione e/o restringimento di una o più arterie coronariche. Il primum movens del rischio vascolare da fumo è considerata la placca aterosclerotica, la cui genesi e il secondario progressivo incremento, sono da imputare a un continuo e crescente danno dell’endotelio, delle cellule cioè che rivestono internamente i vasi arteriosi, con conseguente restringimento progressivo del lume degli stessi vasi e, quale nefasta secondaria conseguenza, la possibile formazione di trombi.

Smettendo di fumare il rischio sclerotico si riduce dopo solo un anno di astinenza. Dopo 20 anni diventa simile a quello di chi non ha mai fumato.

Il fumo di sigaretta, favorisce non solo la sclerosi delle coronarie ma di tutto il sistema vascolare arterioso dell’intero organismo. Tutto ciò può essere causa di numerose malattie patologie correlate: (ipertensione arteriosa, ictus ischemico e/o emorragico, TIA ed altre vasculopatie celebrali, aneurisma aortico, retinopatie, arteriopatie croniche ostruttive agli arti inferiori, ecc.).

Donne e fumo: secondo studi recenti, le donne che fumano vanno incontro più facilmente al cancro della mammella e della cervice uterina. Il tabagismo, inoltre, è causa di un rischio 20 volte maggiore di sviluppare malattia tromboembolica e ictus cerebrale, soprattutto nelle donne che, oltre al fumo, assumono contraccettivi soprattutto estrogenici (pillola). Inoltre il fumo può essere causa di menopausa precoce, a causa di una riduzione consequenziale degli estrogeni circolanti. Può inoltre generare complicazioni nel decorso della gravidanza (distacco della placenta, aborto spontaneo, parto prematuro, mortalità perinatale, ecc.). Spesso può essere responsabile, altresì, del basso peso del neonato alla nascita (per ipossia fetale, dovuta a scarsa disponibilità di ossigenazione tra utero e placenta).

Potrei dilungarmi e citare altri danni che tale voluttuaria abitudine comporta ma limito le mie informazioni agli aspetti più seri e manifesti sopracitati. Liberarsene si può e chi scrive è stato fumatore per tanti anni, riuscito in un intento, certo non facile ma non per questo impossibile.

Oltre alla forza di volontà, condizione indispensabile per poter seriamente e definitivamente smettere di fumare, tante volte occorre sostenere il fumatore nella sua intenzionalità e aiutarlo nell’intento attraverso la promozione di campagne di educazione sanitaria mirata ai rischi del fumo ovvero chiedere eventualmente assistenza al proprio medico di famiglia su eventuali possibili percorsi da intraprendere. Suggerire eventuali terapie a base di prodotti sostitutivi della nicotina (NRT), proporre possibili alternative terapeutiche (agopuntura, ipnosi, training autogeno, ecc.) ovvero terapie comportamentali basate anche su psicoeducazione di gruppo, potrebbero essere tutte valide alternative a percorsi di disassuefazione. 

Impegniamoci quindi ad evitare di mandare in fumo la nostra vita, evitiamo il fumo in tutte le sue forme, anche la sigaretta elettronica, scelta popolare sempre più palese, per molti che cercano di smettere di fumare ma che verso la stessa ancora non c’è chiara evidenza medica che dimostri la sua innocuità.

Non esiste un fumatore che non possa smettere e questa massima sia da monito per tutti, ricordando che quando un fumatore ardentemente accende la sigaretta, quest’ultima, ardendo, potrebbe, sventuratamente e prevedibilmente, spegnere il fumatore…

Giovanni Sarnelli medico specializzato in Anestesia e Rianimazione, già Colonnello medico del Corpo Sanitario dell’Esercito e oggi in regime di quiescenza, opera attualmente, come libero professionista, in campo medico certificativo e medico legale.