I giorni del Cobra di Daniela Merola

In natura il cobra è un serpente velenoso temuto dall’uomo. La caratteristica principale di molti cobra è data dalla loro reazione a un disturbo o un pericolo. In questi frangenti sono in grado di sollevare la parte anteriore del corpo ed estendere le nervature del collo in modo da assumere un aspetto minaccioso.

Analogamente il Cobra di Daniela Merola è un essere spaventoso, un uomo che si fa chiamare Cobra non solo per il suo membro maschile quando è eccitato, ma per la sua capacità di uccidere.

Nel primo caso è la natura e, come tutti gli animali, il serpente non uccide per divertimento; nel secondo caso è un essere umano che si trasforma per rabbia e sofferenza in uno mortale, la sua è una capacità sadica, cattiva. Uccide coloro che a suo parere sono <<donnacce>> ma prima le stupra.

I giorni del cobra, scritto da Daniela Merola è un giallo degno dei migliori autori che riesce a tenere l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina. Non perde tempo, non intrattiene inutilmente, anzi, inizia catapultando il lettore immediatamente nel dramma.

Una trama molto intricata coinvolge diversi personaggi a cui l’autrice dà delle precise connotazioni psicologiche.

Innanzitutto uno spietato criminale, il Cobra, appunto, che con i suoi efferati delitti sconvolge l’equilibrio di una intera comunità e fa gravitare intorno a lui un mondo di sospetti, di indagini e di presunzioni di colpevolezza. Persino le personalità più solide, i legami indissolubili, le pacifiche convivenze vengono non solo minate ma distrutte da questo personaggio scaturito dalla fantasia di Daniela Merola.

Un noir psicologico, ho sentito spesso definirlo dalla sua creatrice e davvero non potrebbe essere connotato con parole diverse. Molto competente l’autrice che mostra delle conoscenze profonde delle menti <<disturbate>>, delle pratiche psicoterapiche e di ciò che può accadere in situazioni di conflitto interiore nelle quali persino la mente più pragmatica del mondo può compiere gravi gesti inconsulti. Molto pertinente, Daniela Merola, anche nella descrizione della scena del crimine, delle vittime e delle azioni particolari che si svolgono nei delicati primi momenti dell’accadimento. Scene reali che fanno presupporre accuratezza e minuzia da parte di chi scrive.

Gli eventi si susseguono e le indagini sembrano a un punto morto, le menti si lacerano di fronte al viscido Cobra il quale con il veleno della sua violenza continua a commettere omicidi e soprusi lasciando in vita soltanto una delle sue vittime.

Amore e amicizia si sbriciolano di fronte al mare di inaudita violenza del Cobra, un uomo il cui carattere è frutto di un’esistenza contorta, di un’infanzia triste e difficile che hanno fatto di lui un essere dalla doppia personalità. Sono continui i flashback che egli rivive e che ogni volta provocano in lui un nuovo rivolo di cattiveria.

Intorno all’indagine, che diventa una vera ossessione per gli inquirenti, ruotano molti personaggi che l’autrice mostra nei loro habitat privati, nelle loro azioni quotidiane e nelle relazioni affettive e, ad alleggerire il peso di una trama che non dà tregua, vi sono delle simpatiche digressioni come anche ricorsi alla fede cristiana.

È come se Daniela Merola creasse un ritratto peculiare di ogni personaggio, una sorta di raggiera che dal polo logistico, che è il commissariato di Castellammare di Stabia, va a raggiungere l’intimità di ognuno di loro. Sebbene la scrittrice sia abile anche nel collocare fisicamente delitti e indagini, credo che il luogo in cui la trama si dipana sia proprio la personalità dell’individuo con i suoi pregi e difetti, i segreti, le attrazioni fatali, negate e respinte.

A un certo punto della lettura ho avuto l’impressione che fossero tutti colpevoli, che ognuno dei personaggi avesse un peccato da espiare: un’ambizione che diventa così forte da diventare tormento, l’invidia, la gelosia, il sospetto, la falsità e la delusione. Persino ciò che di più puro si possa immaginare, come l’amore filiale, appare in duplice veste: quella, appunto, di complicità, rispetto e divertimento e il suo opposto fatto di crudeltà, sofferenza e spietatezza. La vita di due madri che amano visceralmente i loro bambini le cui scelte pesano sull’esistenza dei figli in maniera determinante.

Ebbene, questo è per me I giorni del cobra e non ho potuto fare a meno di disturbare la sua autrice per una chiacchierata.

I giorni del Cobra, di Daniela Merola, LFA Publisher, pp. 331, costo € 19.90

Bene. Allora non mi resta che ringraziare Daniela Merola e augurarle un buon lavoro.Per le notizie scientifiche sul cobra mi sono avvalsa di Internet come fonte.

Maria Paola Battista, Sociologa, editor e giornalista, scrive recensioni di libri e interviste agli autori per varie testate.

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