I significati filosofici di Matrix

The Matrix: genesi della saga

Vi racconto una storia… Lana e Lilly Wachowski sono due sorelle di Chicago, al secolo nate rispettivamente come Larry e Andy, due fratelli transgender. Registe, sceneggiatrici e produttrici cinematografiche, sin da giovani condividevano la grande passione per la science fiction e l’horror.   Negli anni ’90 lavorarono entrambe come fumettiste per la Marvel Comics, l’editore dei celebri supereroi Uomo Ragno, Thor etc.

I film di arti marziali, i videogame di combattimento e violenti, il genere horror e la fantascienza hanno ispirato le Wachowski a scrivere The Matrix, un mondo futuro cyberpunk in cui dominano le macchine e l’intelligenza artificiale.

Il soggetto all’inizio destò molte perplessità: fu ritenuto il solito stereotipo in cui computer e robot nel futuro sviluppano un’intelligenza autonoma, sconfiggono il genere umano e lo schiavizzano, sottomettendolo al proprio dominio. Basti pensare che al casting attori come Will Smith, Johnny Depp, Brad Pitt e Tom Cruise non si presentarono nemmeno al provino…

In effetti, le Wachowski rielaborano concetti e trame di altre opere, quelle del cinema orientale dei film di kung fu, da Dr. Who a Neuromante, una contaminazione e fusione di stili diversi, in un’ottica Underground. Questa la vera originalità della saga.

Il primo film, in Italia Matrix, fu lanciato nel 1999 e conquistò immediatamente le sale cinematografiche di tutto il mondo, incassando più di 463 milioni e mezzo di dollari a fronte dei 68 milioni spesi per produrlo.

La colonna sonora avvincente, la tecnologia delle riprese all’avanguardia a fine anni novanta hanno fatto sì che il film fu premiato con quattro Oscar: il montaggio, il sonoro, il montaggio sonoro e gli effetti speciali.

A Matrix si deve un altro primato: a parte Keanu Reeves (Neo), l’aver reso noto un gruppo di attori sconosciuti ai più come Carrie-Ann Moss (la bella Trinity), Laurence Fishburne (Morpheus), Hugo Weaving (l’agente Smith), Gloria Foster (l’oracolo).

Il successo fu tale che dopo solo pochi anni le sorelle Wachowski crearono Matrix Reloaded e Matrix Revolutions, entrambi nel 2003. A dicembre 2021 la saga continua con Matrix Resurrections, uscito in Italia nel 2022, diretto questa volta dalla sola Lana Wachowski.

La trama

Thomas Anderson (Keanu Reeves) è un programmatore che lavora in una grande azienda di produzione di videogiochi, ma ha una doppia identità: è anche Neo, un abile hacker che opera illegalmente e commette crimini informatici; è afflitto da una forte incertezza e vive il dubbio di non aver più il controllo della propria vita.

Una notte, sul suo monitor appaiono frasi criptiche su Matrix che lo incuriosiscono. Compare al computer un messaggio che lo informa di essere controllato da Matrix comunicandogli di seguire un coniglio bianco Decide di approfondire, segue una ragazza che bussa alla porta e ha tatuato un coniglio bianco sul braccio e si reca a una festa ove incontra Trinity (Carrie-Ann Moss), anche lei esperta hacker collaboratrice di Morpheus (Laurence Fishburne), un ricercato criminale. Chiede a Trinity cosa sia Matrix e lei replica che la risposta arriverà.

Neo è prima sorvegliato e poi arrestato dagli agenti Smith, Brown e Jones, una sorta di programmi senzienti, guardiani di ogni accesso a Matrix, antivirus che indossano giacca verde oliva, cravatta e occhiali da sole e ricordano agenti di servizi governativi dai nomi così comuni da sembrare falsi (Smith, Brown, Jones…). Dotati del dono dell’ubiquità si impossessano del corpo di altre persone usando le linee telefoniche per uscire ed entrare da Matrix.

Per scoprire di più su Matrix Neo deve scegliere se prendere una pillola rossa o una pillola blu: con la prima, saprà com’è davvero il mondo; con la seconda si risveglierà nel suo letto, convinto di aver sognato l’incontro con Morpheus.

Opterà per la pillola rossa, si sveglierà a bordo della Nabudonosor, l’hovercraft di Morpheus, ove incontrerà le sette persone di equipaggio, costantemente braccata da sentinelle meccaniche a forma di seppia. Viene così a conoscenza che il pianeta terra è diventato un deserto inabitato, dominato da macchine senzienti, intelligenze artificiali che, dopo essersi ribellate agli umani e scatenato una sanguinosa guerra che li ha sconfitti, li ha fatti tutti prigionieri all’interno di Matrix, un mondo virtuale creato tramite un software in cui le persone sono immobilizzate, sottomesse e controllate fin dalla nascita, coltivate, connesse alle macchine per fornire energia tramite il calore e la bioelettricità dei loro corpi,  alimentate con un liquido iniettato per via endovenosa estratto dai cadaveri. Alcuni umani sono riusciti a scappare e a rifugiarsi a Zion, una città della Resistenza vicina al centro della terra, nel sottosuolo pieno di caverne in cui naviga la nave dei ribelli Nabudonosor.

Morpheus è il capo della Resistenza e comanda un gruppo di ribelli. E’ convinto che Neo sia il Prescelto (o l’Eletto), come predetto dall’Oracolo molti anni prima, in grado di decodificare e cambiare il programma di Matrix, fino a distruggerlo e liberare l’umanità dal controllo delle macchine. Così Neo comincia un addestramento per muoversi all’interno di Matrix, impara le arti marziali, incontrerà l’Oracolo (Gloria Foster) per scoprire se è o meno l’Eletto, salverà la vita di Morpheus e sarà a sua volta salvato da Trinity, di cui si innamora; combatterà ripetute volte con l’agente Smith (Hugo Weaving), si addentrerà in Matrix per comprendere chi veramente è e quale missione deve compiere…

Matrix filosofia e metafore 

Quando osserviamo un’opera d’arte, un quadro o una scultura, un bene architettonico, leggiamo un libro o guardiamo un film possiamo farlo in modi diversi, interpretando codici e cogliendo significati che ci sarebbero sfuggiti. Dipende dalla lente che usiamo…

Matrix in qualche modo non è solo fantascienza, ma fonda su concetti filosofici complessi, al pari di Cartesio. Entrambi, in maniera e con soluzioni diverse, trattano un problema metafisico particolare, cioè l’esistenza del reale. Il filosofo francese René Descartes affronta il problema ontologico del reale nella prima delle Meditazioni metafisiche (1641), ponendosi il dubbio che ciò che vediamo, che esiste, potrebbe non essere reale, ma solo un’illusione ad opera di un genio maligno, per cui la libertà sarebbe solo un sogno, privo di conoscenza. Da qui la sua soluzione con Cogito ergo sum: il pensare ci fa esistere eliminando così l’illusione dell’esistenza.

Matrix rappresenta una realtà distopica del futuro, definita da Morpheus un mondo vero in cui larealtà della vita vissuta dalla maggior parte degli esseri umani della fine del novecento non esiste, è illusoria, e Neo si rende così conto di aver vissuto in una neurosimulazione interattiva, un mondo virtuale elaborato al computer. Come Cartesio, Neo mette in dubbio tutto, compresa la sua stessa esistenza in quanto, prima di essere liberato, il suo pensiero è all’interno del mondo di Matrix, ed esiste solo lì.

Altro tema filosofico ricorrente nel film è il mito della caverna di Platone, dialogo allegorico del VII libro de La Repubblica, incui gli uomini vivono incatenati in una caverna in modo così stretto da non potersi girare e vedere la luce che penetra dal mondo esterno.

Hanno di fronte un muro basso oltre cui una torcia illumina altre persone che hanno in mano oggetti, statuette di animali e di uomini le cui ombre sono così proiettate ingigantite sulla parete di fronte ai prigionieri che, non avendo mai visto altro, ritengono rappresentino la loro realtà.

Alle obiezioni razionali di Glaucone, Socrate replica chiedendo di immaginare un prigioniero che riesce a liberarsi e fuggire verso la luce per andare poi nel mondo esterno, accecato dal sole per poi scoprire la bellezza di ciò che lo circonda, e ritornare nella caverna, muovendosi inizialmente in modo goffo per riabituarsi al buio, per liberare gli altri, che non avrebbero creduto alla sua storia, al suo invito ad uscire e guardare la luce del sole, la meraviglia della natura. Lo avrebbero addirittura ritenuto un impostore e, al suo invito ad uscire dalla caverna, se avesse provato a liberarli, lo avrebbero ucciso per impedirglielo.

Nella pellicola Neo è il prigioniero che scappa dalla caverna e, tramite Morpheus, il maestro filosofo, inizia a vedere il mondo reale comprendendo che tutto ciò che aveva sempre conosciuto altro non era che un’illusione. Come nell’allegoria platonica, dopo essere stato liberato da Matrix a Neo fanno male gli occhi. Morpheus commenta: …per forza, non li hai mai usati.

A differenza del mito della caverna il mondo reale di Neo fuori Matrix è buio e pericoloso, mentre all’internovi è l’illusione di vivere una vita pacifica, serena, felice. Scoperta la triste realtà e libero dalle illusioni e dalla finzione lì vissute anche Neo rientrerà nella caverna per liberare gli altri, così come Morpheus ha fatto con lui.

La dicotomia fra realtà e finzione di Matrix richiama inoltre il velo di Maya di Schopenhauer. Secondo il filosofo tedesco il velo ricopre la realtà creando illusioni da cui gli esseri umani non riescono a liberarsi. Separa l’uomo dal noumeno, termine con cui indica la realtà delle cose, priva di illusioni. La realtà è la Volontà di vivere, la voluntas, che l’uomo non conosce e deve scoprire. Nel film la Volontà è rappresentata dalle macchine, dall’intelligenza artificiale. Per essere liberi c’è bisogno di geni, santi, di persone speciali, e Neo incarna perfettamente il pensiero del filosofo.

In Matrix emerge anche l’importanza del libero arbitrio, ovvero la capacità di scegliere liberamente, nell’operare nel giudicare (definizione Enciclopedia Treccani). Neo deve scegliere se ingerire la pillola rossa o la pillola blu, e si troverà in seguito davanti a un’altra importante scelta, quando deve capire se è lui l’Eletto o meno, cosa che è l’unica persona in grado di saperlo.

In ambito religioso Neo, nuovo in greco, è anche l’anagramma di One, l’Eletto. Inizialmente indossa un giaccone di pelle nera, poi sostituito da una tonaca dello stesso colore, da prete. La relazione tra Morpheus, Neo e Trinity conduce grossomodo a quella della Trinità. Il primo può essere considerato il padre, in quanto porta Neo nel mondo reale; Trinity, è lo spirito che anima questa trinità. La città della Resistenza si chiama Zion: se sostituiamo la Z con la S è facile immaginare quale sia origine del nome. Cypher, un ribelle al servizio di Morpheus, tradisce la Resistenza essendo in contatto con l’agente Smith; il suo nome richiama Lucypher.

Sul piano metaforico, difficile non ritenere che le Wachowski non abbiano preso spunto dal celebre romanzo di Lewis Carrol, Alice nel paese delle meraviglie (1865). Alice cade nella tana di Bianconiglio entrando in un mondo irreale, pieno di personaggi e ambienti folli, che la formeranno nel passaggio all’età adulta. In Matrix, Thomas Anderson abbandonerà la sua identità anagrafica per rimanere Neo che, come Alice, seguirà un coniglio bianco che gli appare sul monitor. Il mondo dei sogni, la realtà onirica e quella che appare da svegli, è richiamato anche dal nome di Morpheus, il dio greco. Nabudonosor è il nome della nave dei ribelli, ma anche quello del re babilonese che nella Bibbia chiede al profeta Daniele di interpretare i suoi sogni, dei quali uno era diventato realtà.

L’eterno dilemma fra il voler sapere, scoprire la realtà, che potrebbe non essere bella, e il preferire ignorarla, crederla un sogno è sempre presente nell’uomo. Tu che scegli: la pillola rossa o la pillola blu?

Carlo Negri, esperto di marketing farmaceutico e comunicazione in Sanità.

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