Il Natale ieri e oggi

Da bambina amavo molto il Natale e tutta l atmosfera che c’era intorno ad esso; allestire l’albero, il presepe, la magia della nascita di Gesù bambino, l’attesa dell’arrivo di Babbo Natale, le tavolate enormi con familiari e amici, la tombola e il mercante in fiera, il Capodanno, quasi sempre trascorso in luoghi di montagna con belle feste dall’aria spensierata, l’attesa della befana con mia madre che mi raccontava sempre una storia sul suo arrivo in casa….mi diceva:  aveva molto freddo ed io le ho preparato una camomilla con dei biscotti e io, con la fervida immaginazione di ragazzina, immaginavo la scena perfettamente.

Questa magica atmosfera credo l’abbiamo vissuta in tanti, sia da bambini che da adolescenti.

Oggi purtroppo non è più così per molti, e soprattutto quest’anno ho notato una tristezza generale e diffusa, poca atmosfera natalizia per le strade della città di Napoli.

Trovo che tutto ciò sia molto triste e la spiegazione è sicuramente che ormai la vita è diventata troppo dura e stressante e ciò comporta una perdita dei veri valori e sentimenti che invece dovrebbero esserci soprattutto nel periodo natalizio.

Anche sui social ho letto molte lamentele, dissapore, critiche…come se il Natale fosse diventato un momento in cui mettere alla prova le persone, sfogare una propria frustrazione, un momento di stress dove si è persa anche la gioia di acquistare un regalo per una persona cara, o fare un gesto altruistico verso chi ha bisogno di un sorriso, scambiare due chiacchiere con amici e familiari e condividere un piatto a tavola del classico menù tradizionale.

Il Natale è innanzitutto una festa religiosa importante, la nascita di Gesù, che dovrebbe rappresentare un momento di gioia, di gratitudine per ciò che abbiamo, un momento di rinascita, ovviamente tutto ciò per chi è credente e praticante.

Il famoso detto a Natale siamo tutti più buoni è ormai una utopia perché sono certa che ognuno di noi spera in quella telefonata che non arriva da tempo, in quelle scuse che desideriamo, insomma in qualcosa di bello che poi non arriva…

Spesso mi domando come mai il mondo si sia inaridito e incattivito così, come mai non esistono più valori, educazione e sentimenti di altruismo e compassione; del resto basta osservare ciò che sta accadendo sul pianeta con tutte le guerre in atto che non si sono interrotte neanche nei giorni di festa, e ciò e davvero grave, molto grave.

Purtroppo regna un grande egoismo, una enorme freddezza che ha portato, soprattutto dopo il covid, alla perdita di valori fondamentali e di sentimenti che dovrebbero essere alla base di ogni essere umano con un minimo di educazione e cultura. Speravo nell’esatto contrario, dopo i momenti da incubo che tutti abbiamo vissuto, di mancata libertà, che avrebbe dovuto farci diventare migliori e non peggiori.

Ed ecco che il periodo Natalizio viene vissuto come uno stress, una scocciatura: stare con i familiari, fortunatamente non è così per tutti, è più un obbligo per molti che ci trasforma in alcuni casi in  robot senza cuore.

Il mondo è cambiato, non c’è più la bontà e la spensieratezza di un tempo, certo la vita è più difficile per tutti ma io credo che certe cose, certi rituali, certi valori non dovrebbero mutare mai.

Le delusioni sono all’ordine del giorno e quelle del periodo natalizio non dovrebbero pesare di più di quelle quotidiane, ma invece ci facciamo condizionare perché dentro di noi si crea un groviglio di emozioni che va dalla delusione, alla speranza, alla paura…

Credo che oggi ognuno di noi dovrebbe impegnarsi per migliorare sé stesso, per rendere questo mondo migliore, per inculcare ai propri figli i valori e l’importanza del Natale, aiutando anche i meno fortunati…solo con un’attenta riflessione si potrà forse sperare di ritornare a vivere la magia del Natale come la vivevamo da bambini e da ragazzi…se ci si impegna si possono realizzare dei veri e propri miracoli. Buon 2024 a tutti, che possa essere un anno di maggiore riflessione su come amare e rispettare in primis noi stessi e poi gli altri senza farsi incattivire dalle brutte azioni, dalle prove a cui il Signore ci sottopone, e da tutto ciò che di negativo ci possa capitare.

Simona Di Martino. Insegnante di danza modern contemporary e di PBT (Progressive Ballet Tecnique), coreografa, stilista. Ha studiato scienze politiche.

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