La linea di sé di Isabel Cardellicchio conclude Avellino Letteraria 2023

Questa del 2023 è stata una edizione più impegnativa delle precedenti. Sono soddisfatta perché si migliora sempre e soprattutto c’è un attento pubblico che, seguendo costantemente la rassegna, ci gratifica e ne decreta il successo.

Stiamo lavorando per la versione 2024 che avrà sempre un tema in base al quale effettueremo la selezione dei libri da presentare.

Queste battute, scambiate prima dell’inizio della presentazione, sono di Annamaria Picillo, direttore artistico della rassegna Avellino letteraria, che il 23 dicembre presso la prestigiosa sede di Villa Amendola ad Avellino ha chiuso i battenti. Molte le sorprese della serata. Innanzitutto un’apertura originale come quella del Coro Gesualdo che, con alcuni allievi diretti dal maestro Cinzia Camillo e accompagnati dal Presidente dell’Associazione diffusione musica Sergio D’Onofrio, ha dato il via all’incontro, eseguendo dei brani di origine macedone, americana e africana e concludendo con alcuni tra i brani più famosi della tradizione natalizia.

Lo scopo delle nostre attività è innanzitutto far comprendere alle persone che noi siamo qui e vogliamo emozionarle e introdurre la cultura dell’inclusione multietnica mediante la musica, dicono il Maestro Cinzia Camillo e D’Onofrio. Il loro messaggio e ciò che fanno non riguarda semplicemente la musica ma anche una intensa attività sociale e di solidarietà.

Ili libro presentato è La linea di sé, scritta da Isabel Cardellicchio perAlbatros edizioni, autrice irpina nata e residente a Lacedonia. A chiacchierare con lei amichevolmente è stata l’assessore alla cultura Marilinda Donatiello coinvolta sin dall’inizio della pubblicazione del libro.

L’Autrice è laureata in psicologia clinica, specializzata in psicologia della famiglia e svolge l’attività di psicoterapeuta.

Il libro è un viaggio che insegna a perdonarsi, un racconto del proprio vissuto. Parte da casa e benché sia una storia personale si presta ad essere una storia di tutti sia per le esperienze travagliate raccontate che per il percorso effettuato verso la rinascita.

Come racconta l’Autrice, il libro viene in seguito alla necessità di tirare tutto fuori, all’accadimento di eventi traumatici e per rendere omaggio a una persona forte e coraggiosa. Non è stato semplice, è stato un processo faticoso mediante il quale la donna riesce a rigovernare sé stessa e a tirare fuori la forza per chiedere aiuto. Chiedere aiuto, infatti, è un gesto di coraggio perché significa ammettere le proprie debolezze.

Diversi sono i temi che possono essere ritrovati nella trama: una infanzia felice ma complessa, un luogo storico particolare, la ricerca del continuo riscatto. La forza di volontà come motore propulsore.

Il libro è ricco di contenuti e, rispondendo alle domande di Annamaria Picillo sulla sua professione, l’Autrice si sofferma sull’importanza dell’ascolto perché l’ascolto è empatia, la necessità di effettuare un approccio semplice, curioso, rispettando i tempi del paziente che non coincidono con quelli del terapeuta. I tempi sono vari: quello della perdita, del lutto, del dolore.

Un plauso alla dedizione di Annamaria Picillo e della rassegna viene anche dal sindaco della città di Avellino Gianluca Festa che, nel porre il suo saluto, precisa: «Quando abbiamo restituito Villa Amendola alla città era necessario farla vivere e sono molto soddisfatto dell’attività di Annamaria Picillo. Bisogna continuare così, abbiamo in città moltissime associazioni culturali che si impegnano affinché il coinvolgimento diventi sempre più ampio. Sarei contento se la sfida per il futuro fosse la partecipazione attiva dei giovani che rappresentano un patrimonio che non possiamo perdere».

Una serata, quella conclusiva della rassegna, che oltre alla letteratura è stata impreziosita dal talento di altre arti, come quella del canto e quella della pittura.

Annamaria De Vito, pittrice napoletana, ha infatti risposto con piacere all’invito di Picillo esponendo alcune delle opere della sua pregevole produzione. L’Artista ha partecipato a mostre collettive nelle città di Milano, Roma, Forlì, Barcellona e Sulmona e dipingendo riesce a esprimere ciò che altrimenti non saprebbe fare.

Mette subito in pratica tale affermazione quando, nel suo saluto, dopo aver ringraziato per l’invito a partecipare, De Vito fa notare come due dei suoi quadri, quelli casualmente esposti ai lati del tavolo dei relatori, rispondano efficacemente alle tematiche del libro pur non conoscendole ancora. Vita di sogno fa parte di un vissuto personale sofferto e rappresenta l’interpretazione di un incubo.

L’altro è Sofferenza e speranza e vuol rappresentare la sofferenza della vita e la rinascita.

Vita di sogno

Sofferenza e speranza

La seconda parte dell’appuntamento ha visto come protagonista l’imprenditore Pantaleone Dentice, sponsor della rassegna e sempre vicino alle iniziative culturali della città, il quale ha presentato la sua nuova linea di profumi: Pantaleon parfum.

Gli intermezzi musicali sono stati a cura del M° Renato Spina, menestrello della canzone napoletana.

Maria Paola Battista, Sociologa, editor e giornalista, scrive recensioni di libri e interviste agli autori per varie testate.