LA STORIA DI UN MEDICO PRESCELTO DA UNA STELLA:IL DOTT. DENIS MUKWEGE

Recentemente, con elevatissimo interesse, ho avuto il piacere e l’onore di essere stato invitato a partecipare, in qualità di uditore, alla Lectio Magistralis: “no peace without justice” (non c’è pace senza giustizia), del Premio Nobel per la Pace 2018, dr. Denis Mukwege (Bukavu, 01 marzo 1955), medico ginecologo, attivista e pastore protestante congolese.

Manifestazione solenne, non priva di emotività e coinvolgimento, svolta presso il Salone dei Busti di Castel Capuano in Napoli ed organizzato sia dall’Ordine degli Avvocati sia dall’Ordine dei Medici Chirurghi di Napoli, congiuntamente al Consolato della Repubblica Democratica del Congo.

L’ambita e preziosa partecipazione del premio Nobel, ha coinvolto ed emozionato tutti (…) Il dr. Mukwege, attraverso la sua somma ed altissima lezione magistrale, condotta con ritmo cadenzato e tono di voce pacato, ha raccontato della sua oppressa e martoriata terra, il Congo e della guerra che da decenni lo insanguina e lo lacera, ha raccontato di mercenari senza scrupoli, di stupri a carico delle donne, anche giovanissime, a sistematica arma di guerra, ha raccontato di bambini che muoiono in miniera e di un mondo purtroppo, molto spesso alla finestra … puntando l’accento sia sulla impunità dei colpevoli sia sulla mancata applicazione di leggi da parte di un Governo remissivo ed il più delle volte cieco e condiscendente!

Egli da decenni dedica la sua vita all’assistenza ed alla cura delle donne, vittime di violenza sessuale, come atto di guerra, di terrore e di sterminio. Violenza della dignità umana che continua a crescere ed a verificarsi sempre con maggiore frequenza. E’ un vero e proprio genocidio quello che colpisce le donne del Congo, stupri, mutilazioni, violenze fisiche efferate di ogni genere, sono considerate una vera e propria strategia militare, perpetrata a carico di una popolazione che, sottomessa e terrorizzata, è costretta a fuggire, permettendo così ai mercenari guerrafondai, di conquistare le “ricche” terre del Paese, appropriandosi delle loro ricchezze.

Il dr Mukwege, intendendo la sua attività scientifica come servizio per il prossimo, ha dedicato una vita come sostenitore di tale dramma umanitario, fondando, nel 1998, proprio nella sua città d’origine, il Panzi Hospital di Bukavu, un ospedale destinato non solo alla cura delle povere donne oppresse, vittime di sanguinose crudeltà ma anche al loro inserimento fisico, sessuale, psicologico ed economico, sì da poterle ridare una dignità, un’autosufficienza e permettendo loro di poter ricominciare a vivere.

(PREMIO NOBEL PER LA PACE 2018):

Il dr. Denis Mukwege, nella sua allocuzione, ha raccontato inoltre, con visibile amarezza e dolore, l’episodio che lo coinvolse nel 2012: durante un importante discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, volto a sensibilizzare il mondo, circa la suddetta angosciosa problematica, condannando altresì l’impunità dei colpevoli. Egli fu infatti attaccato, presso la sua abitazione, appena poche settimane dopo il discorso all’ONU, da mercenari armati, che lo minacciarono di morte, arrivando perfino a sequestrare la sua famiglia.

Fortunatamente riuscirono tutti a salvarsi ma dopo questo tentato omicidio e sequestro di persona, decisero, atterriti, di lasciare tutti il Paese, per recarsi in esilio in Europa.

Ma nel gennaio 2013, consapevole dell’importanza della sua presenza al Panzi Hospital, Denis, con ammirevole coraggio, decise di tornare in Congo, nonostante le continue minacce rivolte a lui, alla sua famiglia ed al suo team e, accolto in modo commovente ed entusiasmante all’aeroporto e lungo le strade, da una folla festosa ed esuberante, con gioia e soffio vitale, iniziò nuovamente a prestare la sua opera come attivista, come medico e come chirurgo ginecologo, salvando ancora decine di migliaia di donne.

Per il suo impegno, le sue opere ed il suo coraggio, ottenne pertanto, diverse testimonianze e riconoscimenti, tra cui, nel 2014, il Premio Sacharov per la libertà di pensiero e, nel 2018, l’ambito Premio Nobel per la Pace.

Lo stupro e la riduzione in schiavitù sessuale sono oggi, anche grazie al suo incessante impegno, considerati “crimini contro l’umanità” e dal 14 marzo 2019 al dott.  Denis Mukwege è stata dedicata una targa, oggi esposta presso una grande area verde della città di Milano, denominata: “Il Giardino dei Giusti di tutto il mondo”,  luogo simbolico riservato agli uomini “giusti”, a quelle figure esemplari cioè, che hanno difeso e continuano a difendere la dignità e i diritti della persona umana, l’amore verso il prossimo, la moralità, l’onestà, la sacralità della vita, in ogni parte della Terra.

…. Si, proprio così, il “Giardino dei Giusti”, una grande area verde della città di Milano, collocata sul “MONTE STELLA”…. un nome, forse una coincidenza attraverso cui, il potere della fantasia eleva e riflette, come le luci che le stesse stelle diffondono, i segnali misteriosi della vita e la grandezza degli uomini, da esse prescelti.

Da qui deriva che l’auspicio di ogni persona è il dover lavorare sull’etica, sulla formazione e sulla propria crescita, interiore e professionale, dimostrando che a questo mondo la vita è un sacro dono ed ogni essere umano può fare la differenza nel darne prova.

“La forza della vita ci sorprende”, è stato questo il tema imposto il 04 febbraio u.s. dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), in occasione della celebrazione della 46a. giornata per la vita, ove si è energicamente ribadito che nessuna vita va mai discriminata, violentata o eliminata in ragione di qualsivoglia considerazione.

A tale scopo sta quindi a noi raccontare e meditare su queste storie belle e valorose, le storie dei “giusti”, storie come quella del dott. Mukwege, uomini che hanno contato e conteranno nella storia dell’umanità e che, anche nelle situazioni che a questo mondo possono apparire definitivamente compromesse, sono in grado di cambiare la mentalità degli ingiusti, anticipando e portando al trionfo il bene, insito nei due paradigmi considerati dominanti della bioetica: la sacralità e la qualità della vita.

Giovanni Sarnelli medico specializzato in Anestesia e Rianimazione, già Colonnello medico del Corpo Sanitario dell’Esercito e oggi in regime di quiescenza, opera attualmente, come libero professionista, in campo medico certificativo e medico legale.

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