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Linfomi e nuove terapie

I linfomi sono neoplasie del sistema immunitario presenti sia nei giovani che nelle persone mature. Hanno origine dai linfociti B e\o T/NK e, in base alla classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2017, se ne distinguono circa 60 tipi diversi, con caratteristiche diverse. I più diffusi sono i linfomi a grandi cellule B, i linfomi follicolari e i linfomi di Hodgkin

Abbiamo chiesto ad Antonello Sica, ematologo dell’A.O.U. Luigi Vanvitelli 1° Policlinico, lo stato dell’arte di una patologia ematologica abbastanza diffusa, i linfomi.

Dottore cosa sono i linfomi, come vengono diagnosticati?

Sono delle malattie in notevole aumento, sia per incidenza che per maggiore specificità nel riconoscimento. Fortunatamente si tende a una diagnostica molto più particolareggiata che consente di differenziarne i vari tipi, cosa importante ai fini terapeutici, in quanto i linfomi si presentano con patologie molto diverse fra loro, sia per aggressività, che per prognosi e sintomatologia. Alcuni sono classificati “a basso grado”, anche detti “indolenti”, e si presentano con sintomi blandi e una progressione molto lenta, per cui spesso la diagnosi viene effettuata in età matura del soggetto, circa sessant’anni. Attualmente ci sono sempre più farmaci biologici innovativi idonei per aggredire in maniera specifica la malattia

Quanto sono frequenti nella pratica clinica?

Sono ancora considerati malattie rare, ma il linfoma di Hodgkin e il Non Hodgkin hanno una notevole incidenza, differenziata per fascia d’età, l’Hodgkin si manifesta nella fascia dei quarantenni e dei sessantenni, il linfoma Non Hodgkin è di molti tipi, ed è frequente. I farmaci più innovativi possono essere utilizzati con un’azione fondamentale nel linfoma Non Hodgkin refrattario ad altre terapie. Un’ultima risorsa farmacologica molto efficace è rappresentata dalla Car-T, un’importante arma in più, sperimentata inizialmente al Pascale e oggi disponibile anche nei due Policlinici napoletani.

Oggi abbiamo quindi più possibilità terapeutiche?

Sì. Queste nuove terapie sono costosissime ma sempre più adottate nei centri specializzati, e sono particolarmente efficaci. Prima c’era solo un biologico, importante e che ha dato una svolta significativa a questa malattia; oggi, grazie alla ricerca, abbiamo più scelta nell’utilizzo di una terapia idonea per quel tipo specifico di tumore che riusciamo a identificare grazie alla diagnostica di ultima generazione, in particolare TAC e PET.

Carlo Negriesperto di marketing farmaceutico e comunicazione in Sanità.

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