Narcisismo: aspetti sociologici.

La leggenda di Narciso appartiene alla mitologia greca (il nome del protagonista deriva, appunto, dal greco Narkào, che significa stordire, in relazione al profumo intenso del fiore narciso): il giovane Narciso è un cacciatore, figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso, tanto bello e avvenente quanto crudele, vanesio ed innamorato esclusivamente di se stesso. Un giorno, dopo aver respinto in malo modo la ninfea Eco, di lui innamorata, il bel Narciso, mentre si sta specchiando, cade nel lago che rifletteva la sua immagine e muore.

Sebbene esistano versioni diverse della leggenda, quella riportata e raccontata da Ovidio ne Le Metamorfosi, è la più conosciuta: da essa è derivata l’usanza di definire narcisista chi tende ad avere eccessiva e convinta ammirazione per sé, ritenendosi superiore agli altri.

Generalmente, tutti gli individui hanno normali e sani bisogni narcisisti: quando tali bisogni assumono caratteristiche patologiche, da adattivi divengono maladattivi e sfociano in veri e propri disturbi della personalità; il disturbo narcisistico di personalità (DNP) è descrittonel DSM-5: il paziente che ne è affetto presenta un quadro patologico della personalità in cui emergono bisogno di ammirazione, senso di grandezza, scarsa o nulla empatia e disinteresse verso gli altri.

 Il narcisismo, che nasce come argomento della psicoanalisi, trova terreno fecondo anche nella prospettiva sociologica, se considerato in relazione all’impatto sociale che comporta.

Nelle forme più serie, quelle maladattive, il Disturbo Narcisistico di Personalità limita le relazioni interpersonali e il vissuto quotidiano, interferendo sulla qualità della vita sociale: il narcisismo patologico provoca l’erosione dei legami con tutte le agenzie di socializzazione, a cominciare dalla famiglia e dal rapporto di coppia fino al gruppo amicale e a quello lavorativo.

Il soggetto con PNP può reagire con rabbia ad eventuali critiche o sconfitte, relegando fuori dalla sua cerchia “i detrattori”; di contro, per puro opportunismo, tende a legarsi a persone importanti o di status sociale alto, stabilendo con loro rapporti superficiali ed effimeri.

Diversa la situazione quando il narcisismo è sano, dunque di tipo adattivo: il soggetto narcisista, in questi casi, possiede una sorta di autostima costruttiva: pur restando concentrato sulle proprie capacità, non demolisce né minimizza quelle degli altri. La sua vita familiare, lavorativa e sociale è normale ed egli accoglie critiche e sconfitte come incentivo a fare meglio.

Nella società contemporanea, di narcisisti se ne contano tanti e, sebbene alla luce di quanto si è scritto possa sembrare paradossale, in alcune occasioni la loro presenza può avere risvolti positivi.

Le persone con narcisismo sano sono disposte a mettersi in gioco nelle competizioni e, possibilmente, a vincerle; affrontano con decisione e desiderio di emergere non solo le sfide personali, ma anche quelle ambientali e sociali che si frappongono tra l’obiettivo perseguito ed il suo raggiungimento.

Nei soggetti con DNP, invece, vi è una diminuzione dei comportamenti antisociali: protesi a raggiungere, o a pensare di raggiungere, il massimo, i narcisisti patologici sono orientati ad assumere comportamenti ed atteggiamenti che non rischiano di adombrare, di fronte alla società, la loro immagine di vincenti.

Il fenomeno del narcisismo è in continua espansione ed anche per questo ha risvolti rilevanti nella vita collettiva: oggi si cerca di primeggiare a discapito degli altri, perdendo di vista il raggiungimento del vero successo, che è quello guadagnato con lealtà, perseveranza e costruttiva competizione: sarebbe allora utile ed auspicabile, per questi motivi, riportare più spesso alla memoria la leggenda del giovane Narciso, per evitare di annegare nella supponenza e nella presunzione.

Rosa Maria Bevilacqua Sociologa A.O.R.N. “San Giuseppe Moscati” Avellino Docente Corsi di Laurea Professioni Sanitarie Università della Campania Luigi Vanvitelli Master in Medical Humanities perfezionamento in Malattie Rare e in Bioetica.

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